Le cause di squilibrio e debolezza del sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario è estremamente delicato e fortemente influenzato, sia positivamente sia negativamente, da tutti gli stimoli che riceve dall’ambiente interno (organi e apparati dell’organismo) e da quello esterno.

In condizioni di normale equilibrio fisiologico (cioè di salute piena) il sistema immunitario è stimolato positivamente (Figura 1), mentre nelle condizioni patologiche ambientali attuali riceve stimoli immunosquilibranti e immunodepressivi (Figura 2).

Figura 1 – Stimolazione del nostro sistema immunitario.
Nota: il segno “+” significa stimolazione.

Infatti, oggi siamo tutti a rischio di immunodepressione e le cause sono molteplici:

  • L’inquinamento ambientale di aria, acqua e cibo.
  • La povertà nutrizionale dei nostri alimenti.
  • I nostri frequenti errori alimentari e di stile di vita.
  • La facilità con cui molte persone ricorrono ai farmaci chimici, che sono immuno-alteranti.
  • La soppressione dei meccanismi di compensazione e di difesa del nostro organismo.
  • Lo stress a livello personale, familiare, lavorativo, sociale, ecc.
  • I nostri comuni errori psico-spirituali: insicurezza, paura, orgoglio, ambizione, egoismo, ecc.
Figura 2 – Squilibrio e inibizione del nostro sistema immunitario.
Nota: il segno “-” significa inibizione.

Tutto questo causa uno stress, sia psico-fisico sia biologico, che colpisce tutti e che altera i processi biochimici fisiologici dell’organismo umano, ma in particolare colpisce i sistemi immunitario, endocrino e digestivo.

L’inquinamento ambientale

Oggi viviamo in un mondo che sta conoscendo livelli tossicologici non solo mai raggiunti prima, ma neppure mai immaginati.

Non esiste patologia che non sia influenzata negativamente dalle sostanze inquinanti ambientali ed è noto che queste sono particolarmente pericolose e deleterie durante la gravidanza, nei neonati e nei bambini, negli anziani, negli immunodepressi e in coloro che sono affetti da una o più patologie croniche.

Infatti, immettiamo nell’ambiente milioni di tonnellate all’anno di sostanze chimiche delle quali non sappiamo nulla e conosceremo i loro effetti biologici solo dopo che si saranno manifestati patologicamente nella popolazione (cioè in noi e nei nostri figli).1

A conferma di tali affermazioni, ricordo che dal 1990 al 2000 c’è stato un aumento delle emissioni di sostanze nocive dell’1% all’anno, mentre dal 2000 al 2010 sono ulteriormente aumentate passando ad una percentuale del 3,5% su base annua.

E oggi quanto sono aumentate?

Queste sostanze vengono solo parzialmente studiate per valutare la loro eventuale tossicità o innocuità quando vengono usate per scopi alimentari o farmaceutici o quando vengono impiegate a livello industriale e diffuse nel­l’am­bien­te.

Purtroppo, va detto che alla fine i nostri studi di tossicologia si limitano a conoscere gli effetti biologici acuti di pochissime sostanze singole, ma ignoriamo completamente ciò che fanno più sostanze tossiche che entrano insieme e interagiscono tra loro nel nostro organismo.

Più ancora, ignoriamo gli effetti tossici cronici della stragrande maggioranza delle migliaia di sostanze chimiche che abbiamo immesso nel­l’am­bien­te e ignoriamo totalmente anche cosa fanno quando vengono metabolizzate dal nostro organismo. Cioè:

Cosa accade nel nostro corpo quando 2-3 sostanze tossiche entrano contemporaneamente e interagiscono tra loro?

E quando ne entrano 20, 30, 100?

Infatti, sappiamo che nel nostro fegato le sostanze chimiche vengono metabolizzate e trasformate in altre delle quali molto spesso non sappiamo quasi nulla, specie nelle loro ripercussioni croniche (per esempio, alcune sostanze chimiche inizialmente atossiche vengono successivamente trasformate in sostanze cancerogene dal metabolismo epatico).

E allora ripeto le domande:

Cosa accade quando entrano contemporaneamente nel nostro organismo decine di sostanze tossiche al giorno attraverso aria, acqua e cibo?

E cosa accade quando questo avviene in un bambino piccolo di pochi mesi o di pochi anni?

E cosa accade quando questo avviene in un anziano nel quale il fegato e i reni hanno quasi dimezzato (per motivi di età) la loro capacità disintossicante e depurativa?

Nessuno lo sa, ma avremo qualche risposta tra 5-10-15 anni, dato che sia noi sia i nostri figli e nipoti siamo oggetto di una sperimentazione di massa che oggi stiamo pagando con i nostri soldi e un domani (ma il domani è già oggi per molte persone e anche per molti bambini) pagheremo il prezzo anche in termini di perdita di salute, cioè di patologia e, per molti di noi, anche in perdita di vita.

Inquinamento alimentare

Quando parliamo di tossicologia alimentare umana, dobbiamo essenzialmente considerare il bioaccumulo.

Il bioaccumulo riguarda gli animali più grandi che, mangiando di più, accumulano nei loro tessuti una quantità maggiore di sostanze tossiche rispetto agli animali più piccoli.

Un esempio molto semplice riguarda i pesci: tutti i pesci bevono e filtrano l’acqua, ma i pesci grandi mangiano anche i pesci di taglia più piccola e quindi accumulano più sostanze tossiche di questi ultimi.

Un altro esempio riguarda gli animali erbivori: le sostanze inquinanti dell’aria cadono sul terreno con la pioggia e contaminano l’erba/foraggio. Le mucche e i cavalli mangiano circa 30-40 chili di erba al giorno e accumulano nei loro tessuti (latte e grasso della carne) queste sostanze tossiche (in gran parte liposolubili) che poi noi, mangiando carne, latte e i loro derivati, ingeriamo continuativamente e abbondantemente.

Se poi una donna che allatta mangia carne rossa e beve latte vaccino, le sostanze tossiche passeranno con il suo latte al neonato. Lo stesso accade se il neonato beve latte vaccino o il latte artificiale in polvere, che è latte di mucca adattato.2

Povertà nutrizionale degli alimenti

Un altro grosso problema, anch’esso legato all’inquinamento ambientale, è quello della povertà nutrizionale dei nostri alimenti.

Troppo spesso mangiamo male perché siamo schiavi dei messaggi pubblicitari diffusi dall’Industria Alimentare, ma anche perché nessuno ci istruisce adeguatamente sui pericoli dell’alimentazione moderna.

Questo argomento è stato ampiamente trattato in un mio libro3 che invito a leggere, perché la nostra salute (non solo quella immunitaria) dipende moltissimo dal nostro stile di vita e le nostre abitudini possono essere sempre migliorate e adattate alla situazione di vita.

Oltre a ciò, va anche detto che i nostri cibi sono estremamente poveri dal punto di vista nutrizionale per i seguenti motivi (Figura 3):

Figura 3 – Conseguenze nutrizionali dell’inquinamento ambientale (↓: riduzione).

1. È povera la fonte alimentare primaria

L’inquinamento atmosferico acidifica l’ambiente con conseguente impoverimento (sia minerale che vitaminico) dei vegetali e contemporaneo impoverimento nutrizionale sia degli animali, che si cibano dei vegetali, sia dell’uomo, che si ciba di vegetali e di animali.4-7

È noto infatti che, rispetto alcuni decenni fa, i cibi attualmente disponibili, oltre ad essere molto più ricchi di sostanze tossiche, sono più poveri di sostanze nutritive essenziali o biologicamente molto importanti (come vitamine, minerali, specie i minerali in tracce, aminoacidi essenziali, acidi grassi polinsaturi, prebiotici, probiotici, fattori di fitocrescita, ecc.)8,9 e ciò aggrava ulteriormente il già presente sbilanciamento tra i componenti nutrizionali che ritroviamo nei nostri cibi attuali.

Questa situazione è molto pesante per le età più deboli come quella pediatrica10 che è più facilmente alterabile sia per la fisiologica immaturità dell’organismo in crescita, sia perché è più a rischio a causa del­l’in­ten­sa pubblicità del “cibo spazzatura”, sia perché oggi tutti i bambini ricevono dalla madre, fin dal concepimento, un’informazione biologica e un nutrimento già inquinati, alterati e sbilanciati.

Ovviamente tutto questo danno tossicologico e impoverimento nutrizionale, adattando il discorso per la diversa età, vale anche per noi adulti11,12 e in particolare per gli anziani, specie se sono già ammalati e portatori di più patologie croniche. Con l’avanzare dell’età si riduce infatti l’assorbimento intestinale dei nutrienti contenuti nel cibo e si riduce anche la capacità che l’organismo ha di disintossicarsi ed espellere le sostanze tossiche (si ricorda che nell’anziano la capacità di assimilare i nutrienti e di eliminare le tossine si riduce anche fino al 50%).

2. Sono nutrizionalmente poveri gli alimenti confezionati

Quelli preparati e confezionati dall’Industria Alimentare, oltre ad essere poveri di sostanze nutrizionalmente essenziali per il nostro organismo, contengono prevalentemente carboidrati raffinati, zuccheri semplici e grassi saturi e idrogenati più dannosi che utili per noi e per di più sono additivati di varie sostanze chimiche dotate di una certa tossicità.

3. Sono nutrizionalmente poveri i cibi conservati

Credo che ormai tutti sappiano che i cibi conservati a lungo nei frigoriferi e con vari processi di conservazione (sterilizzazione, affumicatura, stagionatura, ecc.) sono molto più poveri di sostanze nutrizionalmente essenziali per il nostro organismo rispetto i cibi freschi. Dovremmo pertanto ricorrere ai cibi conservati solo in caso di necessità. La vita sana è nel cibo fresco!

L’inquinamento stressa globalmente il nostro organismo

Nel suo insieme, questa condizione nutrizionale non induce solo uno stress biologico, ma contribuisce anche a causare uno stress globale, dato da un insieme eterogeneo e individuale di fattori, oltre che tossicologici, anche ambientali, personali, familiari, sociali, nutrizionali, tossicologici, elettromagnetici, ecc. Lo stress è oggi il fattore maggiormente squilibrante l’or­ga­nismo per la capacità che gli stressor hanno di mettere a dura prova gli equilibri compensatori della persona e di slatentizzare le patologie a cui quest’ultima è più predisposta (non esiste alcuna persona senza predisposizioni patologiche e debolezze organiche).

La conseguenza di tutto questo è la crescita costante e apparentemente irrefrenabile (ma solo per la nostra ignoranza e poca volontà di controllo) di tutte le patologie croniche che oggi affliggono sempre più la nostra società (Figura 4).

Figura 4 – Conseguenze sanitarie dell’inquinamento nutrizionale.

Sappiamo che il fabbisogno nutrizionale (vitaminico e minerale) che ci viene consigliato dal nostro Istituto Superiore di Sanità non ha valore assoluto, perché le necessità dell’organismo variano in relazione allo stato fisiologico (infanzia, adolescenza, gravidanza, allattamento, senilità), alla composizione della razione alimentare, all’attività fisica, al tipo di lavoro, alla presenza o meno di altri fattori come il fumo, l’alcool, i farmaci, al­l’in­­ci­­denza (non sempre ben valutabile) dei contaminanti ambientali, allo stress, alla completezza o meno della nutrizione assunta e ad eventuali condizioni genetiche e/o patologiche (specie se croniche) presenti nel­l’in­di­vi­duo.

Anche in considerazione di tutto questo e nonostante possa stupire dato che disponiamo di tanti cibi, oggi purtroppo la carenza vitaminica e/o minerale è più comune di quanto si creda e tra le sue principali cause ricordo essenzialmente quanto abbiamo già analizzato e cioè:13,14

  • inquinamento ambientale con impoverimento del suolo coltivato e del­l’ali­men­tazione degli animali da allevamento;
  • particolari condizioni patologiche della persona (per esempio le infezioni);
  • uso e abuso personale di sostanze tossiche (farmaci, fumo attivo e passivo, alcool, stupefacenti, sostanze inquinanti, ecc.);
  • abitudini alimentari errate (diete irrazionali o regimi alimentari squilibrati per eccesso o per difetto);
  • scorretti metodi di preparazione e conservazione degli alimenti;
  • errati e/o esagerati metodi di cura o abitudini di vita (attività fisiche o sedentarie, esposizioni ad agenti climatici ed elettromagnetici, ecc.);
  • stress fisico e psicologico eccessivi;
  • ragioni economiche (scarso status socioeconomico, accesso limitato ai cibi nutrienti, ecc.).

Ecco perché oggi è importante riscoprire gli integratori alimentari e utilizzare in particolare alcuni minerali e le vitamine.

Tra questi, le vitamine C e D svolgono sicuramente una grande importanza per i loro eccezionali effetti antiossidanti e immunostimolanti e per di più è scientificamente documentato che oggi siamo particolarmente carenti di queste vitamine.15

Questo argomento è trattato dal mio libro “Proteggersi dalle infezioni virali“.

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Bibliografia

  1. IARC. IARC Monographs Volume 112: evaluation of five organophosphate insecticides and herbicides. (2015).
  2. Gava R. Bambini sani oggi. Salus Infirmorum, 2016.
  3. Gava, R. Le cause fisiche delle malattie. Salus Infirmorum, 2020.
  4. Walker, P., Rhubart-Berg, P., McKenzie, S., Kelling, K. & Lawrence, R. S. Public health implications of meat production and consumption. Public Health Nutr. 8, 348–356 (2005).
  5. Horrigan, L., Lawrence, R. S. & Walker, P. How sustainable agriculture can address the environmental and human health harms of industrial agriculture. Environmental Health Perspectives vol. 110 445–456 (2002).
  6. Pollution (Water, Air, Chemicals) – Food Empowerment Project.
  7. The President’s Cancer Panel. Reducing Environmental Cancer Risk: What We Can Do Now. (2010).
  8. Thomas, D. The mineral depletion of foods available to us as a nation (1940-2002) – A review of the 6th Edition of McCance and Widdowson. in Nutrition and Health vol. 19 21–55 (A B Academic Publishers, 2007).
  9. Chaparro, C. M. & Dewey, K. G. Use of lipid-based nutrient supplements (LNS) to improve the nutrient adequacy of general food distribution rations for vulnerable sub-groups in emergency settings. Matern. Child Nutr. 6, 1–69 (2010).
  10. Hehua, Z., Qing, C., Shanyan, G., Qijun, W. & Yuhong, Z. The impact of prenatal exposure to air pollution on childhood wheezing and asthma: A systematic review. Environ. Res. 159, 519–530 (2017).
  11. Bowatte, G. et al. Traffic-related air pollution exposure is associated with allergic sensitization, asthma, and poor lung function in middle age. J. Allergy Clin. Immunol. 139, 122-129.e1 (2017).
  12. Young, M. T. et al. Ambient air pollution exposure and incident adult asthma in a nationwide cohort of U.S. women. Am. J. Respir. Crit. Care Med. 190, 914–21 (2014).
  13. Maggini, S. Feeding the immune system: the role of micronutrients in restoring resistance to infections. CAB Rev. Perspect. Agric. Vet. Sci. Nutr. Nat. Resour. 3, (2008).
  14. Huskisson, E., Maggini, S. & Ruf, M. The Role of Vitamins and Minerals in Energy Metabolism and Well-Being. J. Int. Med. Res. 35, 277–289 (2007).
  15. Gava, R. L’importanza della Vitamina C. Salus Infirmorum, 2020.
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