La mia esperienza personale con la “Crema Budwig”
Tempo fa ho pubblicato un video sull’importanza dei semi macinati e assunti preferibilmente di mattina in modo da avere una colazione ricca di energia.
L’idea dei semi macinati mi era venuta riflettendo sulla loro ricchezza di proprietà nutrizionali (vitamine, minerali, fattori di crescita, acidi grassi polinsaturi, aminoacidi, antiossidanti, ecc.). Avevo poi personalmente sperimentato su di me la loro azione energetica: una volta facevo una colazione diversa e alle 10 avevo un “buco” sullo stomaco e dovevo mangiare qualcosa, mentre dopo l’utilizzo dei semi macinati aggiunti nella “Crema Budwig” arrivavo alle ore 13-14 senza problemi ipoglicemici.
Contento di questi effetti molto positivi, non avevo posto molta importanza a quello che sapevo invece sull’utilità dell’ammollo dei semi per evitare gli effetti degli “anti-nutrienti” che, alla lunga, possono invece creare problemi, specie a persone con un microbiota intestinale debole e con facilità alle infiammazioni addominali, e portare anche ad alcuni disturbi nutrizionali.
Personalmente sto mangiando quasi ogni mattina la “Crema Budwig” con l’aggiunta dei semi macinati da molti anni senza alcun disturbo, però non siamo tutti uguali: ognuno di noi ha i suoi punti deboli e il suo modo di reagire e noi medici dobbiamo sempre tenerlo presente.
Allora oggi voglio parlarvi di come sarebbe meglio modificare il mio consiglio sull’utilizzo dei semi in modo che anche le persone con intestino “delicato” o con problemi nutrizionali o con bassa energia vitale ne possano beneficiare.
A mio avviso resta valido l’utilizzo per brevi periodi dei semi macinati, ma nel caso di utilizzo dei semi per periodi prolungati come vivamente raccomando, consiglio allora di far sempre precedere la fase dell’ammollo. Prima però ti voglio dire due parole sugli anti-nutrienti presenti nei semi.
Perché i semi hanno questi anti-nutrienti?
Gli anti-nutrienti sono sostanze che interferiscono con l’assorbimento intestinale dei nutrienti presenti nel cibo che mangiamo. Infatti, legano alcuni minerali e vitamine e inoltre infiammano la parete intestinale creando problemi di assorbimento e perdita di sostanze nutrizionali.
I motivi della loro presenza nei semi sono numerosi.
Prima di tutto va detto che la pianta li utilizza come piccoli “veleni” per difendersi da muffe, batteri o dall’attacco dei predatori.
Poi, sappiamo che i semi sono un concentrato di energia e di nutrienti per la futura pianta. Il loro scopo è di dare origine ad una nuova vita, ma per fare questo necessitano di contenere ANCHE sostanze anti-germinative e conservanti, affinché la pianta non si sviluppi appena il seme cade a terra, ma rimanga – fase della cosiddetta “dormienza” – in attesa delle condizioni ideali (stagione, clima, umidità, ecc.). Queste sostanze anti-germinative e conservanti sono appunto gli anti-nutrienti.
Infine, i semi sono anche dotati di una cuticola e di alcuni inibitori enzimatici che permettono loro di sfuggire alla digestione intestinale quando vengono ingoiati dagli animali, in modo da essere poi seminati lungo il percorso degli animali stessi attraverso i loro escrementi.
I 3 anti-nutrienti più comuni
Gli “anti-nutrienti” dei semi sono di tanti tipi e tra quelli che ci interessano più da vicino ricordo essenzialmente:
- I Fitati, che legano a livello intestinale alcuni minerali limitandone l’assorbimento.
- Le Lectine, che oltre a legare alcuni minerali e ridurre il loro assorbimento enterico, causano irritazione della mucosa gastrica e intestinale aumentando il rischio di patologie infiammatorie.
- Le Saponine, che si trovano nei cereali integrali e, quando questi vengono messi in acqua, formano una schiuma che deve essere rimossa manualmente, perché oltre a limitare l’assorbimento dei nutrienti, aumenta la permeabilità e l’infiammazione intestinale.
I danni di questi anti-nutrienti possono essere facilmente ridotti o evitati con l’ammollo: lo stesso sistema che si usa quando si tengono in ammollo i legumi prima di cuocerli. Esistono infatti vari metodi per ridurre gli anti-nutrienti a livelli accettabili: l’ammollo è il più usato, ma sono efficaci anche la germogliazione, la fermentazione e le cotture prolungate, anche se quest’ultimo sistema impoverisce il cibo di molte sostanze nutrizionali come le vitamine e gli acidi grassi polinsaturi.
Come tenere in ammollo i semi
Tornando ai semi, si mettono in ammollo in abbondante acqua per una notte, poi si getta l’acqua e i semi vengono sciacquati. A questo punto diventano gonfi d’acqua, molli e cremosi e possono essere aggiunti direttamente alla “crema Budwig” della colazione oppure a qualsiasi altra pietanza.
Potrebbero anche essere pestati o macinati con un robot da cucina oppure, se si vuole frantumarli per rendere maggiormente assimilabili i nutrienti che contengono, possono essere di nuovo essiccati in un essiccatore a bassa temperatura o in un forno ventilato e aperto (tenendo in ogni caso una temperatura massima di 40° C) oppure lasciandoli asciugare all’aria tenendoli sparpagliati su un canovaccio per alcune ore.
In ogni caso possiamo stare tranquilli, perché in questo modo verranno eliminati gran parte degli anti-nutrienti e noi potremo utilizzare i loro ricchi nutrienti senza il minimo rischio di danno infiammatorio per il nostro intestino.
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