Nuovo Videocorso: L'importanza di una Medicina Umanizzata Preventiva

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La Prevenzione come limitazione delle sostanze tossiche

La conoscenza conduce alla consapevolezza della propria condizione;
la consapevolezza porta alla comprensione;
la comprensione permette il cambiamento;
il cambiamento mantiene e protegge la salute

Se …

  • se vivessimo in un ambiente incontaminato,
  • se mangiassimo cibi sani e nutrizionalmente completi,
  • se dormissimo un numero normale di ore,
  • se potessimo dedicarci al lavoro che ci gratifica,
  • se lavorassimo in condizioni normali di stress,
  • se fossimo sottoposti a condizioni psicologiche normali,
  • se avessimo normali problemi personali, familiari, sociali ecc.,
  • se potessimo prenderci un tempo adeguato per praticare lo sport che preferiamo e avere un normale tempo per lo svago …

… allora molto probabilmente noi e i nostri figli staremmo bene e anche un qualsiasi fisiologico punto debole del nostro organismo sarebbe ben compensato e ben gestito.
Invece siamo stressati e nostri figli lo sono meno di noi ma pur sempre proporzionatamente a noi, perché “respirano l’aria” che noi stessi emaniamo in casa.

Molti di noi, per svariati e sicuramente giustificati motivi, sono tesi come una corda che però è tirata vicino al suo punto di rottura … e sappiamo tutti che una corda tenuta a lungo in questa condizione prima o poi si sfilaccia e nel suo punto più debole si romperà prima del tempo stabilito … (Figura 1).
Infatti,

nessuno di noi è fatto d’acciaio,
ma se anche lo fossimo,
ricordiamo che pure l’acciaio ha i suoi limiti.

Rappresentazione simbolica di come lo stress cronico sfibra lentamente e silenziosamente il nostro organismo, che alla fine cede nel suo punto più debole.

Quindi, considerando il mondo attuale in cui viviamo, dobbiamo ammettere che la nostra salute dipende dal nostro stile di vita e dalla differenza tra entrate e uscite delle sostanze tossiche.

Tabella 1 – Le scelte che portano a salute o malattia.

Salute e malattia come conseguenza di alcune scelte di vita

È una realtà indiscutibile che oggi nessuno vive in condizioni normali e quindi lo stress biologico a cui siamo sottoposti sta diventando eccessivo per la capacità di sopportazione di molte persone, soprattutto per le più deboli, come i bambini.

Pertanto, alla luce di queste considerazioni, se vogliamo impostare una vera terapia preventiva o curativa per un bambino d’oggi, questa dovrebbe consistere nel rispetto dei seguenti punti:

  1. Ridurre le entrate delle sostanze tossiche.
  2. Ridurre la produzione delle sostanze tossiche.
  3. Aumentare le uscite delle sostanze tossiche.
  4. Fornire all’organismo tutte le sostanze che gli servono per lavorare adeguatamente e attivare i suoi enzimi.
  5. Individuare i suoi difetti o punti deboli.
  6. Correggere i suoi difetti o punti deboli.

Analizziamo ora ognuno di questi 6 punti considerando che questi consigli, per poter valere per un bambino, devono ovviamente valere per tutta la sua famiglia. Sono concetti che abbiamo già esposto, ma che ora raggruppiamo e sviluppiamo dal punto di vista tossicologico.

1. Ridurre le entrate ambientali, sociali e personali delle sostanze tossiche (frutto di inquinamento e di uno scorretto stile di vita)

  • Cercare di allontanarsi dai centri più inquinati (specie dalla Pianura Padana o dalle grandi città metropolitane) per lunghi periodi o anche per sempre (per i pochissimi che possono permetterselo) o per il tempo che si può (ad esempio, si potrebbe cercare di andare al mare o in montagna, cioè in ambienti con aria pulita, almeno un fine settimana al mese).
  • Evitare di giocare o di svolgere un’attività fisica che crei iperventilazione in centri inquinati o lungo strade trafficate.
  • Evitare gli ambienti confinati troppo inquinati.
  • Gli adulti non devono fumare in casa. Ricordiamo semplicemente che la leucemia acuta, che è relativamente frequente nei bambini, è più frequente se il bambino viene cronicamente a contatto con il fumo di sigaretta a causa di un genitore che fuma.1–3
  • Evitare di assumere sostanze chimiche (come i farmaci) quando non sono assolutamente necessarie o quando sono sostituibili da sostanze naturali. Ricordiamo che l’assunzione di 2-3 cicli di antibiotici nel primo anno di vita aumenta il rischio di patologie allergiche e di patologie infiammatorie croniche dell’intestino, com­presa la malattia di Crohn.4,5
  • Imparare a mangiare bene (no cibi animali, no cibi confezionati, no cibi raffinati, no dolci, no cibi elaborati, no cibi fuori stagione).

2. Ridurre la produzione personale delle sostanze tossiche (frutto di uno scorretto stile di vita)

  • Ridurre quantitativamente il cibo in modo da normalizzare il peso corporeo e abituarsi a mangiare meno (meno cibo significa meno ingestione di sostanze tossiche, meno lavoro per l’organismo e quindi minore produzione di cataboliti).
  • Combattere il sovrappeso: se c’è un certo grado di sovrappeso in un bambino grandicello, abituarlo a mangiare meno ad ogni pasto (bisogna abituare il bambino anche a qualche piccolo sacrificio e comunque ad utilizzare sempre la propria forza di volontà) o a fare almeno un giorno di restrizione alimentare alla settimana con solo frutta o solo verdure, unitamente a molta acqua (questo non è un modo sufficiente per dimagrire, ma è sicuramente un modo per rafforzare la volontà, che è la condizione sine qua non affinché una dieta dimagrante abbia effetti duraturi).
  • Evitare, per quanto possibile, ogni occasione di stress eccessivo, sia psichico che fisico (ciò che aumenta il metabolismo o il lavoro dell’organismo, aumenta sempre la produzione di cataboliti).
  • Evitare gli ambienti confinati troppo stressanti (per rumore, luci o stress psichici).
  • Dormire a lungo e bene (per essere benefico, però, il sonno deve essere sempre ristoratore e talvolta questo non lo è anche a causa di radiazioni gamma polarizzate di origine tellurica6).

3. Aumentare le uscite delle sostanze tossiche

  • Bere molta acqua, meglio se debolmente alcalina.
  • Praticare un’attività fisica quotidiana adeguata all’età e che permetta all’organismo di sudare.
  • Dormire a lungo e bene (un sonno ristoratore).
  • Regolarizzare le funzioni intestinali (migliorando la dieta) in modo da scaricare l’intestino ogni giorno (e preferibilmente di mattina).

4. Fornire all’organismo tutte le sostanze che gli servono per lavorare adeguatamente e attivare i suoi processi enzimatici

  • Acqua, che deve essere abbondante e debolmente alcalina.
  • Vitamine (specie A, gruppo B, C, D, E), prendendole specialmente da verdura e frutta fresche e biologiche.
  • Minerali (specie magnesio, calcio, potassio, ferro, rame, zinco, manganese, iodio e altri oligoelementi), prendendoli da verdura, frutta, legumi e cereali integrali.
  • Aminoacidi essenziali, prendendoli da legumi, cereali integrali e uova biologiche, ma anche da pesce piccolo e pescato.
  • Acidi grassi polinsaturi omega-3, prendendoli da semi oleaginosi non tostati e oli vegetali biologici spremuti a freddo, ma anche da pesce piccolo e pescato.
  • Antiossidanti, prendendoli da verdura, frutta, legumi e cereali integrali biologici, ma anche da semi oleaginosi non tostati e oli vegetali biologici spremuti a freddo.

5. Individuare i difetti o punti deboli dell’organismo

  • Conoscere dettagliatamente tutta la storia familiare, personale, psicologica, ambientale del bambino e dei suoi familiari (specie genitori, fratelli ed eventualmente altri familiari conviventi).
  • Osservare i movimenti, il linguaggio e il comportamento del bambino.
  • Far visitare attentamente il bambino da un medico che lo consideri nella sua globalità di persona.
  • Eseguire eventuali controlli ematochimici e/o strumentali per accertare ed evidenziare la presenza di alcuni suoi punti deboli organici evidenziati dalla visita medica.

6. Correggere i difetti o punti deboli dell’organismo

  • Fornire adeguate norme di stile di vita ai genitori e anche al bambino stesso (specie per quanto riguarda alimentazione, movimento, riposo e comportamento).
  • Somministrare integratori specifici e personalizzati (specie vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi omega-3, antiossidanti e probiotici).
  • Adottare trattamenti specifici per fortificare l’intestino e il sistema immunitario, che sono i due distretti più importanti e più facilmente colpiti in un bambino.
  • Somministrare trattamenti specifici e personalizzati per fortificare l’organismo nella sua globalità, cioè per potenziare le difese aspecifiche (ricordo in modo particolare l’Omeopatia personalizzata, ma qualsiasi trattamento della Medicina Naturale può essere abbastanza personalizzato se il medico che lo prescrive ha le conoscenze per farlo).

Alcuni consigli per limitare i danni tossicologici

I consigli che si potrebbero dare sono veramente tanti, perché sono tanti i pericoli che oggi mettono a rischio la salute dei nostri bambini. Non dimentichiamo che essi sono immaturi sia dal punto di vista immunitario sia dal punto di vista delle loro ridotte capacità di metabolizzare ed eliminare le sostanze tossiche.

Comunque, cercherò di riportare i consigli che per me sono più importanti e per fare questo mi servirò anche di alcuni consigli tratti dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità.7

Consigli per la gestione della quotidianità

  • Non riutilizzare contenitori per alimenti usurati o monouso.
  • Evita di utilizzare tegami antiaderenti graffiati.
  • Non mettere nella lavastoviglie utensili in plastica (liberano bisfenolo A e altre sostanze tossiche) e pentole antiaderenti (liberano i PFAS).
  • Usa la carta oleata o la pellicola a contatto con gli alimenti solo secondo le istruzioni del produttore (leggere l’etichetta).
  • Durante la cottura dei cibi usa sempre la cappa di aspirazione o arieggia l’ambiente.
  • Non consumare popcorn da cuocere nel forno a microonde avvolti in buste contenenti composti perfluorati (PFC).
  • Evita alimenti bruciati, carbonizzati o affumicati.
  • Evita la combustione di incenso, fumo di candela o di sigaretta (sono tutti ricchi di idrocarburi policiclici aromatici: IPA; queste sostanze sono genotossiche e cancerogene).
  • Sostituisci gli involucri lacerati e/o usurati degli oggetti con imbottitura in schiuma (sedili auto, materasso, ecc.).
  • Evita vestiti trattati con idrorepellenti o antimacchia o sospetti per essere stati trattati in questo modo.
  • Se devi acquistare mobili o moquette, privilegia prodotti che non hanno subito pre-trattamenti idrorepellenti o anti-macchia.
  • In casa non usare oggetti in PVC morbido (contiene un ftalato, il DEHP: dietilesilftalato).
  • Togli il più possibile la polvere dagli ambienti chiusi e arieggiali molto, specie quando può entrare il sole.

Consigli per la gestione di un bambino

  • Non far stare il bambino in stanze chiuse con polvere e sforzarsi di togliere il più possibile la polvere dagli ambienti chiusi arieggiandoli molto, specie quando può entrare il sole.
  • Cercare di non far giocare i bambini su pavimenti in PVC morbido (contenente DEHP) ed eventualmente stendere a terra un tappeto in fibra non trattata.
  • Non usare vestiti pediatrici trattati con idrorepellenti o antimacchia o sospetti per essere stati trattati in questo modo.
  • Evita materassi per lettini con rivestimento o telo impermeabile o con PVC morbido.
  • Evita che i bambini entrino in contatto con oggetti in PVC e non usare fodere in fibre trattate per fasciatoi o passeggini.
  • Non scaldare latte o bevande in contenitori di plastica (usa solo il vetro) e non usare mai il forno a microonde per il cibo.
  • Non mettere liquidi caldi in contenitori di plastica (estraggono il bisfenolo A e altre sostanze tossiche).
  • Evitare biberon in plastica (policarbonato), ma preferisci il vetro.
  • Non serve sterilizzare il biberon del bambino, basta lavarlo molto bene sotto l’acqua corrente.
  • Prima di consumarle, risciacquare molto bene la frutta e la verdura in scatola o confezionate.
  • Non dare mai da mangiare ai bambini alimenti bruciati (neri) o affumicati.
  • Preferisci sempre la cottura a vapore o al massimo con la pentola a pressione.

Consigli universali essenziali per i genitori

  • Cercare di alimentare il più possibile i bambini con cibi biologici, freschi, vari, preparati in modo semplice, non confezionati e non sottoposti ad alte temperature di cottura.
  • Limitare le carni rosse, le carni processate, le bibite zuccherate e gli zuccheri semplici e fin da piccoli abituarli a consumare legumi, verdure, frutta fresca e secca e semi vegetali.
  • Considerare che il sovrappeso è la prima causa della maggioranza delle patologie che il bambino svilupperà poi da grande; insegnargli cosa deve mangiare, ma anche come deve mangiare (con lentezza e masticando a lungo), quando deve mangiare (gli orari dei pasti) e quanto deve mangiare (più a colazione e meno a cena)
  • A parte quando è ancora molto piccolo (fino a 2 anni), cercare poi di insegnargli a bere fuori dai pasti o pochi minuti prima di mangiare, mentre durante i pasti deve bere poco per non allungare i tempi digestivi.
  • Non sterilizzare il biberon, non mettere cibi o bevande calde in recipienti di plastica, usare il meno possibile il forno a microonde per scopi alimentari (non usarlo specialmente per i cibi proteici), limitare al massimo l’uso degli oggetti di plastica in cucina e in casa.
  • Insegnare ai bambini di tenere fin da piccoli un corretto stile di vita: rispetto dei ritmi fisiologici e in particolare degli orari per assumere il cibo, dormire, espletare le funzioni fisiologiche; rispetto delle più comuni norme igieniche (pulizia della cute, dei denti, delle unghie); adeguato riposo notturno (come durata, qualità e luogo del sonno e assenza di illuminazione della stanza); attività fisica proporzionata all’età, alla struttura fisica e possibilmente da effettuare all’aria aperta; quando si può, uscire dalla routine familiare e fare qualche breve vacanza familiare.
  • Curare la postura del bambino, cioè il suo modo di camminare, di correre, di stare seduto, di stare fermo in piedi, di dormire, di scrivere e di studiare.
  • Monitorare periodicamente la sua crescita in peso corporeo e in altezza, ma anche il suo udito, la sua vista, il colore della sua lingua, le caratteristiche del suo addome, le sue unghie e i suoi capelli e predisporre un suo personale libretto sanitario dove vanno scritte eventuali caratteristiche degne di nota.
  • Arieggiare la casa e in particolare la cameretta del bambino; non utilizzare sostanze chimiche per la pulizia della casa (esistono alternative naturali); non utilizzare vestiti preparati o trattati chimicamente; tenere il bambino il più lontano possibile da campi elettromagnetici (TV, cellulari, tablet, computer, Wi-Fi, videogiochi, radiosveglie, ecc.).
  • Non ricorrere con facilità agli integratori alimentari (vitamine, minerali, acidi grassi polinsaturi, probiotici, ecc.), perché se l’alimentazione è veramente varia, biologica e nutrizionalmente corretta dovrebbe essere sufficiente per apportare tutto quello di cui il bambino ha bisogno; considerare però anche delle situazioni particolari (o costituzionali del bambino, o patologiche a causa di qualche malattia cronica di cui è affetto, o ambientali di inquinamento, o di povertà nutrizionale a causa del tipo di cibo che assume, ecc.) che possono consigliare di somministrare periodicamente degli integratori in modo non costante ma ciclico e sempre sotto la supervisione del medico.
  • Non usare farmaci chimici se non c’è una assoluta necessità (utilità concreta per la salute del bambino), ma provare sempre ad utilizzare prima dei rimedi naturali (fitoterapici, omeopatici o di altro tipo) e in ogni caso non attendere che il bambino stia male, ma prevenire le malattie irrobustendo il suo organismo con una sana alimentazione e con l’eventuale utilizzo periodico di integratori nutrizionali.
  • Imparare a individuare i punti deboli dell’organismo del bambino in modo da sapere come agire per fortificare prima di tutto questi con un trattamento rigorosamente personalizzato.
  • Ricordare che la malattia non è mai isolata e che ogni sintomo o patologia ha la sua causa: imparare ad osservare il bambino, perché il suo corpo e il suo comportamento sono molto eloquenti; imparare ad ascoltarlo nelle sue richieste e chiedersi sempre il motivo di quello che fa e che gli sta accadendo.
  • Far fare al bambino molte conoscenze per abituarlo al cambiamento, alle novità e ad arricchirsi di una molteplicità di esperienze: da questo tesoro, in futuro, lui potrà individuare poi più facilmente i suoi talenti e la sua genialità, che per ognuno di noi è sempre unica, personale e insostituibile.
  • Cercare di mantenere in famiglia un clima di amore, unità, rispetto vicendevole, di positività, ascolto, riflessione, accettazione dei propri limiti, ma anche di impegno per superarli, perché è sempre possibile vincere qualsiasi battaglia e il futuro sarà sempre meglio del passato e del presente, se ci impegniamo tutti con verità, costanza e pazienza.
  • Insegnargli a conoscere se stesso per vincere i suoi punti deboli e potenziare ulteriormente quelli già forti; insegnargli a guardare la vita con un po’ di umorismo, a vivere bene l’attimo presente e a non aver paura di nulla e di nessuno, perché gli altri non sono nemici, ma solo la rappresentazione di uno stimolo per crescere, dato che il vero nemico di ognuno di noi è se stesso.
Questo e altri argomenti sono trattati in modo approfondito nel mio videocorso “Conoscere le cause fisiche delle malattie per evitarle“.

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Bibliografia

  1. Cocco, P., Rapallo, M., Targhetta, R., Biddau, P. F. & Fadda, D. Analysis of risk factors in a cluster of childhood acute lymphoblastic leukemia. Arch. Environ. Health 51, 242–4.
  2. Chunxia, D. et al. Tobacco smoke exposure and the risk of childhood acute lymphoblastic leukemia and acute myeloid leukemia: A meta-analysis. Medicine (Baltimore). 98, e16454 (2019).
  3. Frederiksen, L. E., Erdmann, F., Wesseling, C., Winther, J. F. & Mora, A. M. Parental tobacco smoking and risk of childhood leukemia in Costa Rica: A population-based case-control study. Environ. Res. 180, 108827 (2020).
  4. Örtqvist, A. K., Lundholm, C., Halfvarson, J., Ludvigsson, J. F. & Almqvist, C. Fetal and early life antibiotics exposure and very early onset inflammatory bowel disease: a population-based study. Gut 68, 218–225 (2019).
  5. Sarkar, A., Yoo, J. Y., Valeria Ozorio Dutra, S., Morgan, K. H. & Groer, M. The Association between Early-Life Gut Microbiota and Long-Term Health and Diseases. J. Clin. Med. 10, (2021).
  6. Limardo, N. Salute dell’ambiente. Criterio delle applicazioni nella Medicina dell’habitat. (Anima edizioni, 2019).
  7. ISS & Ministero dell’Ambiente. Conosci, riduci, previeni gli interferenti endocrini. (2014).