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Siamo noi stessi la causa delle nostre patologie?

Dopo 40 anni di esperienza clinica, sono giunto alla conclusione che oggi la quasi totalità delle nostre patologie odierne è la logica conseguenza di errori pubblici e/o sociali (per esempio l’inquinamento ambientale) ed errori molto grossolani fatti dalla persona stessa o (molto più spesso) dai suoi genitori!

L’inquinamento di cibo, aria e acqua sta superando i limiti di sopportazione del nostro organismo e non siamo assolutamente coscienti di tale gravità. Questo inquinamento ambientale e domiciliare, l’uso eccessivo dei farmaci, lo stress familiare, lavorativo e sociale, la cattiva alimentazione e più in generale uno scorretto stile di vita a 360 gradi minacciano tutti, piccoli e grandi, e rappresentano anche la principale causa delle nostre patologie croniche.

Le patologie croniche sono in netto e crescente aumento

Infatti, le patologie croniche sono in netta crescita: secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane (dati del 2017), il 40% degli italiani ha una o più patologia cronica. Come si vede dalla Tabella 1, nel 2017 circa 24 milioni di italiani erano affetti da almeno una patologia cronica e 12,5 milioni di questi erano affetti da multi-cronicità.

La patologia cronica più frequente è l’ipertensione arteriosa, con quasi 11 milioni di persone colpite, seguita a ruota dall’artrosi/artrite. Ma molte altre sono in netto aumento.

Tipologia di patologiaAnno 2017% della popolazionePrevisione per l’anno 2018Variazione rispetto al 2017
Persone con almeno
una patologia cronica
24.040.00039,7%25.233.000+5,0%
Persone con almeno
due patologie croniche
12.578.00020,8%13.907.000+10,6%
Ipertensione arteriosa10.702.00017,7%11.846.000+10,6%
Artrosi/artrite9.723.00016,0%10.803.000+11,1%
Patologie allergiche6.428.00010,6%6.313.000-1,8%
Osteoporosi4.772.0007,9%5.279.000+10,6%
Broncopneumopatia cronica3.553.0005,8%3.731.000+5,1%
Diabete mellito3.411.0005,6%3.634.000+6,4%
Patologie neurologiche2.732.0004,5%2.925.000+6,9%
Patologie cardiologiche2.499.0004,1%2.689.000+7,6%
Ulcera gastrica o duodenale1.435.0002,4%1.586.000+10,4%
Tabella 1 – Prevalenza italiana delle principali patologie croniche nell’anno 2017 e loro previsione per l’anno 2028.[2]
Fonte dei dati: Elaborazioni Osservasalute su dati ISTAT – Indagine Aspetti della vita quotidiana, Anno 2017. Popolazione italiana al 31 dicembre 2017: 60.483.973 abitanti.

Inoltre, alcuni oncologi sostengono che, se non modificheremo drasticamente la tendenza attuale a scaricare nell’ambiente milioni di tonnellate all’anno di nuove e vecchie sostanze tossiche, entro meno di 10 anni metà della popolazione sarà colpita dal cancro. La patologia oncologica, infatti, è ora la seconda causa di morte dopo la patologia cardiovascolare, ma la differenza tra queste due malattie si sta assottigliando sempre più e ci si aspetta il sorpasso da parte del cancro entro pochi anni.

Oggi poi, a causa dello stato infiammatorio cronico che questo nuovo virus (SARS-CoV-2), la sua malattia (CoViD-19) e il suo trattamento vaccinale hanno causato in milioni di persone, le patologie croniche hanno avuto un netto incremento in tutto il mondo e continueranno ad aumentare ad una velocità nettamente maggiore rispetto le suddette previsioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute!

Il problema sanitario della cronicità rappresenta una sfida molto importante per il futuro di tutte le popolazioni mondiali poiché, come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie croniche sono “problemi di salute che richiedono un trattamento continuo durante un periodo di tempo da anni a decadi” e richiederanno l’impegno di circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale.

E noi cosa stiamo facendo?

Oggi, l’acquisizione di sempre nuove conoscenze sanitarie non è solo un diritto, ma anche un dovere di ogni persona.

In realtà, spendiamo miliardi di euro in:

  • farmaci (utili, ma sempre tossici),
  • cure mediche (sintomatiche),
  • esami ematochimici (troppi e spesso inutili, se non ci inducono a cambiare i nostri stili di vita),
  • ausili sanitari (non sempre risolutivi),
  • interventi chirurgici (in parte evitabili da una adeguata prevenzione),
  • campagne di “prevenzione” che in realtà sono “campagne di diagnosi precoce” (pur sempre con una qualche utilità, ma ben differenti dalla vera prevenzione).

Tutto questo serve, ma serve molto poco per noi (serve maggiormente all’Industria Farmaceutica e a coloro che la manovrano). Serve molto poco per noi perché nonostante questo … le cifre delle patologie italiane sono drammaticamente in crescita, dato che il sovrappeso, l’obesità, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale, il cancro e la demenza stanno progredendo su tutti i fronti e crescono tanto più noi aumentiamo in età (Tabella 2).

Tipologia di patologiaUomini
45-54 anni
Donne
45-54 anni
Uomini
65-74 anni
Donne
65-74 anni
Persone con almeno una patologia cronica35,5%37,7%74,0%76,9%
Persone con almeno due patologie croniche11,7%15,1%42,6%54,4%
Ipertensione arteriosa14,1%11,4%45,1%44,6%
Artrosi/artrite7,5%12,7%27,8%48,3%
Patologie allergiche10,7%13,0%8,2%10,9%
Osteoporosi0,9%4,9%5,2%31,2%
Broncopneumopatia cronica3,1%4,3%10,7%8,6%
Diabete mellito3,2%2,7%17,6%12,5%
Patologie neurologiche3,5%5,0%5,4%9,0%
Patologie cardiologiche2,1%2,9%14,4%5,4%
Ulcera gastrica o duodenale2,3%2,6%4,9%4,6%
Tabella 2 – Differenze percentuali di genere per la presenza di patologie croniche in due differenti gruppi di età di italiani nell’anno 2017.
Fonte dei dati: Elaborazioni Osservasalute su dati ISTAT – Indagine Aspetti della vita quotidiana, Anno 2017.

Se non modifichiamo il nostro stile di vita oppure, meglio ancora, se non prendiamo coscienza del folle cammino che stiamo facendo … avremo un futuro sempre più nero.

Questa tendenza patologica non è irreversibile

Eppure, la tendenza patogena in cui siamo caduti sarebbe modificabile, ma solo se prenderemo coscienza della nostra realtà attuale (personale, familiare, sociale e ambientale), degli errori più comuni che dobbiamo evitare e di ciò che ci può difendere.

Non possiamo aspettare di ammalarci gravemente per iniziare a fare qualcosa: la prevenzione vale molto di più della terapia, ma non esiste una vera prevenzione senza la consapevolezza di ciò che ci fa ammalare.

Quindi il vero problema è la nostra troppo scarsa presa di coscienza, la nostra incapacità di fermarci e di fare un esame critico della nostra condizione e situazione di vita.

Tamponiamo i nostri disturbi del momento con farmaci o trattamenti capaci solo di togliere il sintomo, cioè senza un piano a lungo termine, senza una visione dall’alto che ci faccia vedere le prospettive future, cioè la meta del cammino che stiamo facendo.

Nella mia esperienza clinica ho visto che qualsiasi situazione o condizione di salute è modificabile e migliorabile, anche quando la patologia è cronica e presente da molti anni.

Il punto cruciale però è la nostra volontà di cambiare e le scelte che faremo.
E questo non lo possono fare gli altri al posto nostro: lo dobbiamo fare noi stessi!

Il nostro corpo ci avvisa sempre prima di ammalarsi: perché non lo ascoltiamo?

Pensiamo ad un obeso con difficoltà respiratoria: incontravo queste persone tutti i giorni durante le mie visite cardiologiche. Sono persone che si lamentano di non poter fare le scale o altri minimi sforzi fisici senza doversi fermare per respirare affannosamente … ma la maggior parte di loro non fa i sacrifici necessari per dimagrire. Certo, hanno le loro attenuanti: il carattere, le abitudini acquisite, le compensazioni ad altri problemi … Si, tutto questo è vero, ma se accettiamo passivamente queste motivazioni non facciamo nulla e la situazione patologica continua ad incrementarsi.

Pensiamo ad un obeso con dolore alle ginocchia, alle anche e/o alla zona lombare: si lamenta di non potersi muovere come faceva una volta e di avere dolori per i quali deve prendere tanti farmaci che causano altri danni e richiedono altri farmaci … ma anch’egli non fa i sacrifici necessari per dimagrire.

Pensiamo ad un bambino che si ammala in continuazione anche per un breve contatto con un altro bambino con il raffreddore o perché è stato esposto ad un piccolo colpo d’aria fredda o dopo una sudata … ma non si fa nulla per irrobustire il suo sistema immunitario; ci si limita solamente a trattare la patologia acuta con antibiotici e/o cortisonici immunosoppressivi.

Pensiamo ad un adolescente con una cefalea insistente: ci si limita a controllargli la vista o a sottoporlo a visite ed esami specialistici talvolta anche sproporzionati al sintomo (elettroencefalogramma, risonanza magnetica cerebrale, TAC cerebrale, ecc.) e a dargli analgesici sempre più potenti … ma raramente si “perde” tempo a parlare con lui su come sta vivendo la sua vita e su quali sono i problemi che incontra o se fa attività fisica e ha un comportamento sano. Raramente gli chiediamo come mangia e quanto dorme; raramente si pensa di verificare se in lui c’è una correlazione tra velocità di crescita in altezza e apporto nutrizionale; raramente indaghiamo i suoi stili di vita, il suo modo di reagire alle situazioni, i suoi problemi relazionali in famiglia, a scuola o tra gli amici …

Pensiamo ad una giovane con acne al volto e irregolarità mestruali o blocco delle mestruazioni: le somministriamo subito antibiotici orali o topici e le consigliamo la pillola estroprogestinica … ma anche qui molto raramente ci si ferma ad indagare il suo stile di vita e in particolare il suo modo di mangiare, gli orari del sonno e la sua attività fisica, analogamente alle sue condizioni psico-comportamentali, specie per quanto riguarda le relazioni sociali con i coetanei, con i genitori o quelle che avvengono attraverso i messaggi mediatici.

Pensiamo ad una persona molto/troppo impegnata nel suo lavoro quotidiano e che probabilmente chiede una terapia per l’ipertensione arteriosa e il colesterolo che si sta alzando e per i quali teme complicazioni cardiovascolari: anche qui noi medici prescriviamo subito dei farmaci per ridurre la pressione arteriosa e il colesterolo e che ovviamente la persona prenderà per tutto il resto della sua vita … ma pure qui molto raramente indaghiamo sulle vere cause dei suoi disturbi e in particolare quante ore lavora e quante le dedica al sonno notturno, il tipo di lavoro che fa, il suo modo di reagire ai problemi della vita, agli stress che accumula ogni giorno, all’assenza di attività fisica o momenti di pausa e di gratificazione per compensare il peso della sua vita lavorativa, familiare e quotidiana.

Certo, per tutte queste situazioni si potrebbero usare farmaci chimici … ma con quali conseguenze?

Eppure la nostra Medicina Moderna è veramente potente …

La nostra Medicina è potente per il trattamento delle malattie acute, ma si limita solo a sopprimere in modo farmacologico i sintomi patologici che rappresentano il linguaggio con cui il nostro organismo cerca di avvisarci che ha qualche problema.

Oltre a questo, l’approccio farmacologico non fa nulla per identificare e rimuovere le cause prime dei sintomi e così il problema si ripresenta e cronicizza.

È prevalentemente in questo modo che la patologia progredisce anno dopo anno, decennio dopo decennio, fino a diventare degenerativa e irreversibile … e tutto questo avviene indipendentemente dalle nostre terapie farmacologiche, anzi, è addirittura complicato e aggravato proprio da queste.

Infatti, se osserviamo nei decenni l’utilizzo dei farmaci da parte delle persone affette da una o più patologie croniche, osserviamo sempre che inizia con un farmaco al giorno, per passare lentamente a due perché col passare del tempo la patologia non risponde più bene come prima al trattamento. Poi aggiunge un’altra pastiglia per qualche nuovo disturbo insorto “casualmente”, in seguito qualche altra pastiglia per alcuni disturbi causati dai farmaci precedenti, poi ancora qualche pastiglia per proteggere l’organismo dai più comuni rischi che di solito i farmaci in uso potrebbero causare, ecc. ecc.

A questo punto, dato che le pastiglie giornaliere sono tante, viene consigliata un altro farmaco per proteggere lo stomaco e un per aiutare la circolazione del sangue … perché nel frattempo gli anni sono passati e manca sempre più la forza per fare un po’ di movimento quotidiano.

E così le pastiglie aumentano sempre più di numero (un mio paziente prendeva 21 farmaci al giorno … l’ho sempre considerato un caso limite … ma forse oggi non sono pochi quelli che si stanno avvicinando a quel record).

Dimentichiamo che i farmaci sono sostanze chimiche estranee all’organismo e quindi non possono non creare uno stato di intossicazione che impegna gli enzimi epatici e gli organi emuntori che cercano di eliminarle … Anche questo è uno stress per l’organismo: è uno stress biologico che contribuisce sempre anch’esso a causare patologia.

Come vogliamo vivere questa vita?

Per quanto sia lunga, non possiamo negare che scorre veloce e ci porta rapidamente ai capelli bianchi.

E la vita dei nostri figli?
Non hanno il diritto di viverla felicemente e intensamente raccogliendo le soddisfazioni che meritano?

Se noi ci ammaliamo e trascorriamo una vecchiaia in modalità non autosufficiente … forse sarà un problema anche per loro!

Ma pensiamo intanto a noi stessi: non abbiamo anche noi il diritto di vivere la nostra vita felicemente e intensamente raccogliendo le soddisfazioni che meritiamo?
Se perdiamo la salute psico-fisica, perdiamo veramente moltissimo.

Per molti è tutto, per me no perché credo che la componente spirituale abbia un’importanza maggiore, ma sicuramente la salute fisica è importantissima!

Eppure il nostro corpo è meraviglioso …

Il nostro corpo è una meraviglia che conosciamo ancora poco, perché le scoperte che si fanno continuano a stupirci ogni giorno di più.

Eppure siamo quasi sempre concentrati solo sulla parte fisica del nostro corpo, un po’ meno su quella psichica e pochissimo su quella energetica e su quella spirituale, che invece hanno un peso maggiore delle prime due.

Il nostro corpo ha dei sistemi di compensazione e di equilibrio che superano di gran lunga le capacità terapeutiche dei nostri farmaci più moderni e ovviamente i suoi sistemi di compensazione agiscono senza causare alcun effetto collaterale o indesiderato, ma potenziando contemporaneamente anche le nostre difese protettive e preventive.

Proprio grazie a queste sue caratteristiche, il nostro corpo ci parla sempre, ma dipende da noi ascoltarlo o meno!

Lui ha bisogno di essere rispettato nelle sue esigenze di nutrimento e di digiuno, di movimento e di riposo, di lavoro e di svago, di conquista e di rinuncia, di azione e di meditazione, di visione e di riflessione, di contemplazione e di preghiera …

E quando noi non lo rispettiamo, lui ci parla in modo insistente attraverso sintomi di malessere o di anomalie funzionali.

Perché non ci fermiamo ad ascoltarlo e ad osservarlo almeno in quei momenti?

Ne otterremmo un guadagno triplo:

  • per la crescita, il mantenimento e/o il ripristino della nostra salute fisica;
  • per conoscere meglio noi stessi e in particolare gli immensi doni che sono ancora nascosti nel nostro intimo, specie nella nostra mente e nel nostro spirito, intendendo con quest’ultima espressione la parte più intima di noi stessi;
  • per realizzare il fine ultimo della nostra esistenza, un fine che ha molte sfaccettature e che è il solo che ci può saziare di gratificazione e di gioia, ma che è frutto di un cammino che ognuno deve intraprendere da solo … possibilmente non quando è costretto a guardare a lungo il soffitto perché è paralizzato su un letto o addirittura pochi istanti prima di morire! Certo, va bene anche in quel momento piuttosto che mai, ma forse non è la soluzione preferibile.

Tutto questo però dipende dall’uso del nostro libero arbitrio, cioè dipende da ognuno di noi!

Intanto, il nostro corpo continua a parlarci. Perché non gli parli anche tu?

Chiacchierando si fa amicizia più facilmente e prima o poi si diventa confidenti.

Riflettiamo un po’ sui nostri errori più comuni

1) Abbiamo una alimentazione eccessiva, nutrizionalmente povera e squilibrata

  • Troppi zuccheri semplici, comprendendo quelli che aggiungiamo noi e quelli che aggiunge l’Industria Alimentare, anche a nostra insaputa.
  • Troppi cereali raffinati, rispetto quelli integrali.
  • Troppi carboidrati raffinati rispetto quelli complessi.
  • Troppi grassi saturi (grassi animali) e pochi grassi buoni (polinsaturi omega-3 di origine vegetale o ittica e monoinsaturi dell’olio di oliva).
  • Carenza di micronutrienti essenziali: la produzione industriale del cibo, lo sfruttamento del terreno e l’inquinamento globale li hanno gravemente ridotti.
  • Carenza di fibra alimentare (quasi assente nei cibi raffinati) con conseguenti: stipsi, accumulo di sostanze tossiche, mancato legame intestinale con zuccheri e grassi (che la fibra lega ed elimina più facilmente riducendo anche il colesterolo “cattivo” e aumentando il colesterolo “buono”) e aumento di diabete e vasculopatie aterosclerotiche.
  • Alterazione dell’equilibrio acido-base con spostamento verso l’acidosi metabolica a causa di un eccessivo consumo di cibi acidificanti (cibi confezionati, carne, uova, latte, formaggi, sale, additivi chimici, ecc.) a cui conseguono: perdita del tono muscolare, osteoporosi, calcoli renali, ipertensione arteriosa, infiammazione tessutale, ecc.
  • Alterato equilibrio sodio/potassio con aumento del sodio (contenuto in abbondanza nei cibi industriali) e calo del potassio (che è scarso in carboidrati raffinati, latte e formaggi, mentre sarebbe ricco nei vegetali), con conseguente aumentato rischio di ipertensione arteriosa, ictus cerebrale, calcoli renali, osteoporosi, asma, insonnia, ecc.

Quindi mi pare veramente ovvio che le nostre abitudini, se non le indirizziamo correttamente, ci condizionano al punto da farci fare scelte alimentari non solo sbagliate, ma addirittura responsabili delle nostre future patologie.

2) Beviamo troppo poca acqua

Per il nostro organismo, l’acqua è un nutriente essenziale, perché è necessaria in quantità superiori alla capacità del corpo di produrla. La sua essenzialità deriva dal fatto che tutte le reazioni biochimiche si verificano in presenza di acqua e quindi senza questa la vita è semplicemente impossibile e con poca acqua è garantita qualsiasi patologia.

3) Non facciamo un sufficiente esercizio fisico

La sedentarietà è un grande male per la nostra salute.

L’uomo non è fatto per trascorrere molto tempo seduto o disteso e sappiamo tutti che gli astronauti, che non possono fare una normale attività fisica e non sono sottoposti alla gravità come noi, invecchiano a livello muscolo-scheletrico di circa 10 anni per ogni 6 mesi di permanenza nello spazio.

Infatti, esistono una gran quantità di studi clinici che dimostrano l’essenzialità dell’attività fisica nel mantenere la salute, ma anche nel contribuire fortemente a farla recuperare a chi l’ha persa o quanto meno a migliorarla. Inoltre, è stato dimostrato che il comportamento sedentario dei soggetti adulti aumenta la mortalità per qualsiasi causa.

4) Dormiamo troppo poco

Dalla facilità (in realtà relativamente soggettiva) con cui in pochi giorni ci abituiamo ad un certo orario di sveglia mattutina, dovremmo intuire che il nostro organismo è predisposto per memorizzare i ritmi e gli orari, e dato che ad ogni funzione della nostra persona corrisponde una necessità, dovremmo anche intuire che abbiamo veramente bisogno di regolari ritmi sonno-veglia.

Inoltre, un reiterato ritardo del momento di addormentamento altera tutti i ritmi circadiani che da questo dipendono, obbligando l’organismo ad un riassesto interno che penalizza il suo stato di benessere essendosi allontanato dallo stato di spontaneità fisiologica.

È risaputo che meno si dorme prima si invecchia e più facilmente ci si ammala.

5) Assumiamo troppe droghe e ognuno ha le sue

La tossicodipendenza (dal greco toxikon, che significa veleno) viene intesa come un comportamento che si instaura dopo l’uso cronico e compulsivo di sostanze tossiche (droghe illegali, ma anche legali come l’alcol, il fumo, il caffè o farmaci a prescrizione medica che agiscono sul nostro sistema nervoso centrale, come i sedativi, i sonniferi, i farmaci ad azione comportamentale e tutti gli psicofarmaci).

Alla base della tossicodipendenza c’è sempre un disagio, fisico o emotivo, che impedisce alla persona di condurre un’esistenza serena e che lui cerca di “superare” rifugiandosi o “chiedendo aiuto” alla droga.

6) Assumiamo troppi farmaci chimici

Siamo coscienti che i farmaci che usiamo sono la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie? Siamo coscienti della tossicità diretta e indiretta che deriva dall’assunzione troppo facile dei farmaci chimici, sponsorizzati come molto meno tossici di quello che realmente sono?

Il semplice “Buon Senso” ci dovrebbe insegnare che in caso di una patologia fisica acquisita acuta non grave il primo approccio terapeutico dovrebbe essere quello non farmacologico, basato cioè sul miglioramento degli stili di vita, sull’eliminazione delle cause della patologia e sull’uso di trattamenti naturali energetici (Omeopatia e/o Agopuntura) e/o non energetici (Fitoterapia, diete alimentari, Chinesiterapia e tanti altri approcci terapeutici scelti in base alla patologia in oggetto). Al trattamento farmacologico si dovrebbe giungere solo in un secondo momento. Il nostro organismo è stato creato “quasi perfetto” e il compito del Medico dovrebbe essere quello di potenziare i suoi meccanismi difensivi e, quando è possibile, certamente non di ostacolarli o di sopprimerli.

In conclusione, l’uso di un farmaco dovrebbe essere attentamente calcolato, perché crea sempre uno squilibrio.

7) Viviamo in un ambiente gravemente inquinato

Ormai siamo giunti ad un grado di inquinamento che ha intossicato irreparabilmente l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e il cibo che ingeriamo e che sta lentamente intossicando tutto il nostro organismo causando alterazioni biologiche con gravi conseguenze patologiche.

Infatti, l’inquinamento rappresenta un problema importante a livello locale e nazionale ed è uno dei principali fattori di rischio sanitario di origine umana.

Ma l’inquinamento non è solo all’aperto, bensì anche nelle nostre case in cui ci sono vari tipi di inquinanti. Pensiamo a tutte le sostanze chimiche che avvelenano la nostra abitazione: gas per cucinare il cibo o riscaldarci, altri sistemi di riscaldamento come legna con le sue polveri sottili, sostanze chimiche (detersivi, insetticidi, cosmetici, vernici, ecc.), sostanze biologiche (batteri, virus, funghi, parassiti…). Non dimentichiamo inoltre l’inquinamento acustico (musica, televisione, ecc.), elettromagnetico (elettrosmog originato da radio, TV, elettrodomestici, computer, cellulari, antenne Wi-Fi…) e quello tellurico (radon e radiazioni gamma polarizzate).

8) Siamo cronicamente stressati

Parliamo di stress quando vi sono delle richieste esterne e/o interne al soggetto che eccedono le capacità di adattamento dell’individuo.

Lo stress logora l’organismo sia direttamente sia mediante gli “ormoni dello stress” (cortisolo e catecolamine), che a loro volta aumentano il battito cardiaco, la pressione arteriosa, le aritmie, il lavoro cardiaco, il lavoro mentale, la funzione tiroidea e il lavoro di molti altri tessuti, organi e funzioni del nostro corpo. È indubbia la relazione causale tra lo stress e la patologia, specialmente quando lo stress è cronico.

Lo stress è un logoramento prolungato che prima o poi fa cedere l’organismo nei suoi punti deboli.

Lo stress è un complesso processo in cui interagiscono sia l’ambiente, con stimoli fisici ed eventi psicosociali, sia la persona stessa.

Quindi, lo stress non è solo qualcosa che sta fuori di noi e che interferisce con la nostra esistenza, ma è il risultato di un processo interno molto soggettivo dell’individuo, dove i fattori esterni hanno un’importanza generalmente inferiore a quelli interni.

9) Dedichiamo troppo poco spazio alla nostra dimensione spirituale

Quest’ultimo secolo è stato tutto concentrato sulle conquiste materiali che sono state sicuramente di grande aiuto, ma ci hanno causato anche tanti danni proprio perché ci hanno ammaliato e ci hanno portati da un eccesso all’altro facendoci dimenticare la nostra componente spirituale. Eppure, lo spirito ha un potere superiore alle forze psichiche e fisiche.

Coltivare la nostra dimensione spirituale significa portare calma, equilibrio, serenità e pace sia nelle nostre funzioni biologiche, sia nei nostri processi mentali … e questo significa salute vera!

Alla fine, la prima e ultima causa di patologia è la nostra ignoranza

Inviterei a leggere con calma un mio libro (Le cause fisiche delle malattie), perché quelle informazioni ci possono far evitare tante patologie future, lievi e gravi.

Sappiamo tante cose, ma alcuni concetti basilari abbiamo bisogno di sentirceli ripetere più volte per farli veramente nostri e tradurli in esperienza di vita.

Solo ai “geni” basta un piccolo input per cambiare totalmente strada e modo di pensare, mentre a noi, piccole e umili persone, le cose devono essere ripetute più volte per essere assimilate e lasciare traccia.

É anche per questo che nei miei libri tendo e ripetere alcuni concetti e poi alla fine del volume chiedo che venga riletto dall’inizio.

Non scrivo per hobby o per ambizione, ma solo per il desiderio di crescere (per scrivere bisogna studiare) e di far crescere i miei Lettori.

Chi legge ricordi sempre che
la conoscenza crea consapevolezza
e questa è alla base della sapienza …
e, in genere, i saggi sono coloro che vivono bene e a lungo.

Ho scritto questo articolo per far riflettere sulla possibilità che la maggior parte delle cause delle patologie fisiche croniche risieda nei nostri errori.

Quindi, dipende da noi vivere bene e a lungo oppure male e con sofferenza, creando poi dolore e sofferenza anche nei nostri familiari.

Ricordiamoci cosa disse Mosè agli israeliti che erano usciti dall’Egitto e che stavano per entrare nella Terra Promessa:

“Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male … Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza” (Dt 30, 15-19).

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