Nuovo Videocorso: L'importanza di una Medicina Umanizzata Preventiva

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Come ammaliamo il nostro organismo: la crisi della Medicina attuale

Sembra assurdo che con le conoscenze di cui disponiamo oggi si debba assistere ad un continuo aumento delle patologie. Però, questa è la nostra realtà attuale.

Questo articolo è una mia riflessione a “voce alta”, motivata dalla drammaticità della situazione sanitaria che stiamo vivendo e dal desiderio di scuotere chi pensa che vada tutto bene, perché non va assolutamente bene e temo che in un futuro vicino sarà peggio.

Il mio invito è di riflettere molto attentamente sulla propria condizione attuale e decidere di fare qualcosa di concreto per invertire questa gravissima tendenza negativa.

Diversamente da più di quarant’anni fa, quando mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, oggi possiamo quasi dire che non c’è famiglia che non sia toccata dalla patologia (e quasi sempre sono patologie croniche) e non c’è persona, piccola o grande, che non abbia qualche disturbo fisico o mentale …

Vogliamo veramente vivere in questo modo nell’attesa di peggiorare e di perdere la nostra libertà?

Gravità della situazione attuale

Oggi sono in netto aumento sia le patologie acute sia quelle croniche e l’età media di comparsa di queste ultime si sta abbassando continuamente, perché si ammalano sempre più spesso non solo gli adulti e gli anziani, ma anche i bambini. Anzi, in questi ultimi anni i giovani sono coloro che si stanno ammalando di alcune patologie croniche con una frequenza addirittura maggiore degli anziani.[1]

Inoltre, molte patologie che fino ad alcuni decenni fa erano prerogativa solo dell’età adulta, oggi colpiscono pure le età giovanili che registrano aumenti impressionanti di patologie metaboliche, addominali, cardiovascolari, reumatologiche, neurologiche, psichiatriche e addirittura oncologiche. A titolo di esempio ricordiamo il diabete mellito di tipo 2 (che fino a poco fa era caratteristico dell’adulto mentre ora il 40-50% dei nuovi casi di diabete mellito pediatrico è di tipo 2)[2] e il cancro.[3]

Previa esclusione dei casi ad eziologia genetica o tossicologica, se cerchiamo una causa a questo aumento delle malattie, specie nell’età pediatrica e giovanile, quasi sempre troviamo una graduale crescita dello squilibrio immunitario che poi apre le porte alle patologie a cui la persona è più predisposta.

Quello che più impressiona, poi, è che i fattori che più comunemente fanno crescere oggi lo squilibrio immunitario sono gli errori di coloro che sono deputati alla protezione delle nuove generazioni!

Più specificatamente, se escludiamo gli errori sociali (inquinamento ambientale, inquinamento e impoverimento nutrizionale del cibo, campi elettromagnetici, incidenti, patogenicità dei messaggi che circolano nei media, ecc.), gli errori più comuni e anche più quotidiani che influenzano negativamente il sistema immunitario vengono attuati dai genitori e dai medici che assistono questi ultimi e i loro figli.

Anche i farmaci sono causa di patologia

In pratica, se poniamo attenzione all’evoluzione delle patologie, ci accorgiamo che nella maggior parte dei casi i bambini iniziano fin da molto piccoli ad assumere farmaci chimici ad azione immunosquilibrante: antipiretici, antibiotici, cortisonici, antinfiammatori, ecc.

Di solito, tutto inizia con qualche disturbo lieve da parte del bambino e, specie se i suoi genitori sono particolarmente ansiosi e vogliono veder sparire rapidamente i suoi sintomi febbrili, catarrali, cutanei o intestinali intervenendo immediatamente con i farmaci, il sistema immunitario tende a squilibrarsi sempre più predisponendo l’organismo a recidive che con gli anni diventano via via più frequenti e che richiedono ripetuti trattamenti farmacologici, i quali però squilibrano ulteriormente l’organismo aprendo le porte anche a intolleranze, allergie o patologie più gravi.

Tutto questo, purtroppo, è facilitato e aggravato anche dai medici che troppo spesso e per vari motivi:

  • non cercano la causa prima dei disturbi dei loro assistiti;
  • troppo spesso sono pronti a ricorrere ai farmaci per risolvere quanto prima il problema;
  • non insegnano loro un corretto stile di vita;
  • non spiegano che all’inizio di una patologia acuta lieve bisogna avere pazienza e utilizzare prima di tutto trattamenti eziologici naturali;
  • non spiegano che i sintomi sono solo il linguaggio del corpo che sta evidenziando una sua difficoltà, un suo disagio …
Figura 1 – Possibili evoluzioni di una patologia acuta.

La soppressione fine a se stessa dei sintomi è causa di patologia

I sintomi, infatti, sono sempre e solo espressione della reazione del nostro organismo che, avendo registrato un attacco da parte di germi o altri agenti patogeni, si è attivato contro la causa prima del fattore perturbante.

Pertanto, se noi vogliamo veramente aiutare l’organismo, non dobbiamo sopprimere i sintomi, perché così facendo sopprimiamo le nostre stesse capacità reattive, compensatorie e difensive e quindi aggraviamo la situazione iniziale e rendiamo più lunga la convalescenza (un classico esempio è l’uso dell’antipiretico fin dai primi segni febbrili o l’antibiotico nelle patologie virali …).

La terapia veramente razionale e utile è invece quella che aiuta l’organismo rinforzando i suoi punti deboli e la sua “energia vitale”, in modo che abbia più capacità per combattere la sua battaglia per il ripristino della salute!

Scrive un mio caro amico omeopata nel suo editoriale di luglio 2022:[4] “L’odierna pratica medica è centrata quasi esclusivamente su una generosa distribuzione di farmaci che spengono i sintomi ad un prezzo assai elevato lasciando intatta la malattia. Farmaci chimici che ‘tengono a bada’ le patologie senza mai risolverle, sottovalutando consapevolmente gli effetti tossici delle sostanze prescritte e delle patologie iatrogene ad esse conseguenti e creando altre malattie persino più gravi di quelle che si volevano curare. L’amara consapevolezza di ciò non può che generare una profonda insoddisfazione nel medico: il caso clinico ridotto a dei dati da inserire in un programma, la terapia che arriva in automatico dai protocolli terapeutici, il paziente-persona scomparso, il medico diventato un triste burocrate. Questa è la Medicina d’oggi!”.

Ma questa, aggiungo io, possiamo veramente chiamarla Medicina?

Figura 2 – Possibili conseguenze positive del trattamento eziologico di una patologia acuta.

La Medicina moderna è ancora Medicina?

Riflettendo su questo argomento, mi rendo conto che i veri colpevoli non sono i medici clinici che operano negli ospedali e negli ambulatori di base, ma coloro che hanno “obbligato” i medici a comportarsi in questo modo. Coloro che hanno burocratizzato la Medicina trasformandola da una Missione caritatevole a servizio di chi soffre ad un lavoro come altri dove la persona con la sua storia e la sua individualità interessa sempre meno e dove il tempo è denaro e quindi non possiamo “perdere tempo” a parlare e conoscere la persona.

Anche i Centri di cura del nostro Paese sono passati dai caritatevoli “Ospitali” del Basso Medioevo alle Aziende sanitarie, nate nel 1992 e governate da interessi politici di tipo economico-commerciale dove la singola persona ha perso ogni valore ed è relegata a fruitore cronico di farmaci efficaci a livello sintomatico, ma non a livello risolutivo.

Ovviamente, siamo colpevoli anche noi medici perché, invece di affermare l’essenzialità del rapporto medico-paziente e la personalizzazione di ogni trattamento e di difendere l’Arte e la Scienza medica da ogni scientismo, ai primi attacchi politici alla nostra professione e professionalità, invece di contrattaccare compatti ci siamo disinteressati e ognuno si è preoccupato di non avere noie e di proteggere il proprio “orticello” (fonte di un buon reddito).

Così, piano piano, ci siamo lasciati rubare la libertà di scelta e di cura lasciando che i nostri assistiti venissero curati non da ciò di cui hanno più bisogno, ma da ciò che impongono le linee guida e i protocolli terapeutici compilati da Società Scientifiche spesso influenzate dall’industria farmaceutica.[5]

E così, tanto lentamente quanto gradualmente, la maggior parte dei medici, informata solo dai canali diretti e indiretti dell’industria farmaceutica, si è lasciata educare a prescrivere sempre e solo farmaci. Inoltre, i medici ospedalieri, sia per difendersi da eventuali rivalse sia avendo per ora limitati controlli prescrittivi, inondano il malato di mille esami ematochimici e strumentali, mentre i medici ambulatoriali, soffocati da limiti e minacce burocratiche che hanno accettato passivamente, troppo spesso rinviano ogni esame e cercano di scaricare l’assistito a visite specialistiche o ricoveri.

E tutto questo fa lievitare ogni anno la spesa sanitaria, ma c’è sempre chi è lieto perché ciò fa crescere il PIL.

Famosa è diventata poi la gestione del malato anziano: spesso, invece di cercare una soluzione ai suoi disturbi, si giustifica la “non azione” scaricando la colpa di ogni malessere:

  • su una patologia cronica incurabile: “Lei sta male a causa del suo enfisema, … a causa del suo scompenso cardiaco, … a causa della sua insufficienza epatica o renale, … a causa del suo cancro …” (quindi si trova sempre un colpevole, ma non certamente un errore di metodologia terapeutica!);
  • sull’età troppo avanzata: “È la vecchiaia, si rassegni … È normale alla sua età avere dolori … Ma lei vuole morire sano?…”.

E invece io sono convinto che dobbiamo veramente morire sani, perché la morte è un evento fisiologico e proprio per questo deve far parte della fisiologia e non della patologia.

Come ho già raccontato in alcuni miei videocorsi , su questo punto io ho l’esperienza diretta di mio nonno che è morto a 99 anni e fino ad una settimana prima stava bene e pochi minuti prima di spegnersi, come una candela che ha esaurito la sua cera, ha salutato per nome i suoi figli riuniti attorno al suo letto (ovviamente a casa sua e non in un letto d’ospedale o in una casa di riposo!) e poi ha chiuso gli occhi con quasi un cenno di sorriso.

In Medicina dobbiamo cambiare paradigma

Sappiamo tutti che in Medicina dobbiamo cambiare paradigma, cioè quel complesso di regole metodologiche, criteri di soluzione di problemi che caratterizza la comunità scientifica in una fase determinata dell’evoluzione storica della loro disciplina. I mutamenti di paradigma sarebbero in tal senso riconducibili alle cosiddette “rivoluzioni scientifiche”.

Ebbene, in Medicina sentiamo tutti l’estrema necessità di una vera e profonda rivoluzione scientifica, ma si dice che questa è ostacolata dai cosiddetti “poteri forti” che hanno tutto l’interesse di mantenere ed esasperare la situazione attuale.

La progressione della patologia

Comunque sia, con l’attuale approccio farmacologico sintomatico-palliativo, noi medici otteniamo un effetto immediato che quasi stupisce e attira ovviamente il consenso dei malati, che non conoscono i retroscena. Purtroppo, come è stato già detto, i trattamenti farmacologici sono potenti per sopprimere i sintomi della malattia, ma non per estirpare la malattia e lo squilibrio dell’organismo che è alla base della sintomatologia.

Inoltre i farmaci, essendo molecole estranee all’organismo, lo intossicano, ne alterano i delicati equilibri omeostatici, metabolici e depurativi, cioè quelle fondamentali funzioni e reazioni di compensazione e di difesa con cui il nostro organismo ha sapientemente imparato a gestire le condizioni patogene.

Figura 3 – Possibili conseguenze negative di un reiterato trattamento sintomatico-soppressivo di una patologia acuta in un soggetto immunologicamente debole.

E così la patologia progredisce nella persona, nelle famiglie e nelle società e il malato vede piano piano ridursi la sua “energia vitale” e di conseguenza anche la sua libera capacità di azione e di espressione.

Infatti, ogni malattia riduce sempre più, fino anche ad annullare completamente, la “novità di vita” che ogni persona porta in sé: sono quei talenti di cui la Provvidenza fa dono gratuito a tutti chiedendo in cambio solo di farli fruttare per il bene proprio e dell’intera umanità.

A tale riguardo, ogni tanto penso a tutti i talenti andati persi a causa di incidenti, malattie, violenze, morti precoci … ma penso anche ai milioni di bambini abortiti ogni anno: quante menti geniali, innovatrici, sante, di onesti lavoratori o di semplici bravi genitori avremmo avuto?

E intanto, a livello nazionale, la patologia aumenta e la natalità cala.

Le quattro tappe del mio consiglio

A tutto però c’è sempre una soluzione e la soluzione che io propongo a livello personale è un cammino di cinque semplici tappe:

  1. Crescere in conoscenza, leggendo, studiando e informandosi a 360 gradi.
  2. Migliorare (si può sempre fare qualcosa di più) il nostro stile di vita vivendo una vita più a dimensione umana.
  3. Assumere degli integratori nutrizionali adattati in base alla propria situazione fisiopatologica, all’età, all’ambiente in cui si vive, all’attività fisica e al lavoro che si fa.
  4. Combattere ogni preconcetto e aprirsi ad ogni tecnica terapeutica buona, ricordando che l’albero buono si riconosce dai suoi buoni frutti avvalorati da secoli di esperienza: i farmaci cambiano in continuazione e dopo la loro commercializzazione si scoprono molti loro effetti nocivi che giustificano la sintesi di molecole migliori che però ripetono lo stesso destino, mentre un corretto stile di vita alimentare, fisico, mentale e sociale, come anche l’Omeopatia, l’Agopuntura, le tecniche di manipolazione corporea e tantissimi altri approcci naturali esistono “da sempre”, sono sempre validi, praticamente privi di danno e immodificati nei loro principi fondamentali perché la natura umana è sostanzialmente sempre la stessa.
  5. Fare un cammino di crescita interiore diventando più miti, più umili, più altruisti, più comprensivi, più aperti alla spiritualità, perché l’uomo vero non è solo corpo e non è solo animale.

Buon cammino e, come dice un mio caro amico, Buona Vita!

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Bibliografia

  1. Jakobsen, C. et al. Pediatric inflammatory bowel disease: increasing incidence, decreasing surgery rate, and compromised nutritional status: A prospective population-based cohort study 2007-2009. Inflamm. Bowel Dis. 17, 2541–50 (2011).
  2. Siller AF, Tosur M, Relan S, Astudillo M, McKay S, Dabelea D, Redondo MJ. Challenges in the diagnosis of diabetes type in pediatrics. Pediatr Diabetes. 2020 Nov;21(7):1064-1073.
  3. Miller KD, Fidler-Benaoudia M, Keegan TH, Hipp HS, Jemal A, Siegel RL. Cancer statistics for adolescents and young adults, 2020. CA Cancer J Clin. 2020 Nov;70(6):443-459.
  4. Dominici G. Editoriale: Dell’ambizione e del coraggio. Il Medico Omeopata. Luglio 2022; XXVI (80): 5.
  5. Gøtzsche PC. Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario. Giovanni Fioriti Editore, 2015.