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Un grande aiuto terapeutico per la flora batterica intestinale: i funghi medicinali

Oggi, con una frequenza costantemente in crescita, assistiamo all’aumento delle patologie intestinali di tipo infiammatorio. Si parla infatti di sindrome dell’intestino irritabile (in inglese: Irritable Bowel Syndrome o IBS), intendendo con questa terminologia una infiammazione cronica della mucosa intestinale dovuta inizialmente ad una alterazione della nostra flora batterica commensale.

L’infiammazione cronica intestinale, a sua volta, è un’importante causa di molteplici patologie, sia immunitarie (come le intolleranze e le allergie), sia metaboliche, sia neurologiche, sia oncologiche.

In questo articolo cercherò di spiegare l’importanza dei funghi medicinali per prevenire e curare queste comunissime condizioni patologiche.

Influenza dei funghi medicinali per il microbiota intestinale

I polisaccaridi dei funghi medicinali possiedono molteplici proprietà benefiche, tra cui effetti antitumorali, antiossidanti, antivirali, ipoglicemizzanti e immunomodulatori.

Gli studi hanno dimostrato che i polisaccaridi dei funghi medicinali sono una importante fonte energetica per il microbiota intestinale, promuovendo la crescita di batteri benefici. Infatti, i polisaccaridi dei funghi medicinali hanno un impatto positivo sulla salute umana proprio perché modulano la composizione del microbiota intestinale.

Mentre il nostro DNA è capace di sintetizzare solo 8-17 enzimi capaci di digerire i complessi polisaccaridi dei funghi, finora sono stati identificati 177 genomi batterici che sintetizzano più di 10.000 enzimi capaci di scomporre gli stessi polisaccaridi.[1] Gli zuccheri che si ottengono da questa degradazione dei polisaccaridi dei funghi svolgono le seguenti importanti azioni benefiche:[2-4]

  • stimolano la crescita dei batteri benefici;
  • sopprimono la crescita dei batteri dannosi;
  • aiutano a mantenere equilibrato il nostro microbiota intestinale, stimolando notevolmente la sua diversità, ricchezza e composizione;
  • aumentano la produzione degli acidi grassi a catena corta (SCFA) che riducono il pH intestinale e forniscono un ambiente più favorevole per la crescita di batteri benefici ostacolando quella dei batteri patogeni;
  • riducono la sintesi dei fattori pro-infiammatori;
  • aumentano la sintesi delle proteine della giunzione stretta (le “giunzioni strette”, poste tra le cellule che ricoprono la mucosa intestinale, hanno una funzione sigillante, perché uniscono due cellule adiacenti senza lasciare interstizi in modo che le molecole idrosolubili non filtrino facilmente tra una cellula e l’altra);
  • migliorano la salute di tutto del nostro intestino, ma, più o meno direttamente, anche di tutto il nostro organismo,[5] perché hanno effetti anti-dislipidemici e anti-ipertensivi,[6] anti-obesità,[7] immunomodulatori[8] e anti-tumorali.[9]

Inoltre, è interessante notare che è stato anche dimostrato che l’arricchimento della diversità delle fibre alimentari consumate da una persona porta a modifiche del microbiota intestinale e del profilo metabolico,[10] e questa scoperta suggerisce che non solo il contenuto di fibre ma anche la diversità delle fibre può influenzare positivamente il nostro ambiente intestinale. Questo allora conferma l’enorme importanza di mangiare molta frutta e verdura e una grande varietà dei loro tipi, ma anche di assumere integratori a base di funghi medicinali.

Secondo alcuni studi, è emerso che il consumo di vari tipi di funghi possa contribuire alla regolazione del sistema immunitario dell’ospite in relazione ai livelli di acidi grassi a catena corta (SCFA) e alla produzione di IgA. Inoltre, è stato riportato che i polisaccaridi dei funghi agiscono direttamente sulle cellule immunitarie e, come abbiamo già detto, hanno effetti anti-tumorali.[11]

Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato che la maggior parte dei polisaccaridi dei funghi medicinali non vengono degradati dai succhi gastrici e digestivi, ma solo dai batteri dell’intestino crasso (parte terminale dell’intestino) con conseguente formazione di SCFA e regolazione della nostra flora batterica (Tab. 1).

Fungo medicinaleBatteri intestinali che regolaAcidi grassi a catena corta
Ganoderma lucidum
(Reishi)[12]
Bacteroides, Shigella
↓ Peptostreptococcus, Phascolarctobacterium, Fusobacterium, Lachnospiraceae Clostridium
↑ Acido propionico e butirrico
Hericium erinaceus[13]Bifidobacterium, Faecalibacterium, Blautia, Butyricicoccus, Lactobacillus
↓ Escherichia-Shigella, Klebsiella, Enterobacter
↑ Acido acetico e acido propionico
Lentinula edodes
(Shiitake)[14]
Bacteroides↑ Acido propionico e butirrico
Pleurotus eryngii[15]Enterococcus, Streptococcus, Clostridium
↓ Escherichia Shigella, Desulfovibrio, Desulfovibrio
↑ Acido acetico e acido propionico
Tabella 1 – Azioni intestinali dei polisaccaridi dei più comuni funghi medicinali.

Utilità dei funghi medicinali nelle disbiosi e infezioni intestinali

I batteri intestinali benefici (come Lactobacillus, Bifidobacteria, Streptococcus e Bacillus coagulans), che sono essenziali per la nostra vita biologica in salute e che, come abbiamo visto, hanno funzioni immunitarie, metaboliche e nutrizionali vitali per il nostro organismo, quando sono in numero adeguato hanno anche la funzione di impedire la crescita dei batteri patogeni (ad esempio Shigella flexneri, Citrobacter rodentium, Listeria monocytogenes e Salmonella enterica).[16]

I batteri patogeni che albergano nel nostro intestino, infatti, normalmente sono presenti in basse concentrazioni, ma in caso di disbiosi e di indebolimento delle nostre difese immunitarie, aumentano di numero e possono provocare infezioni e numerose patologie.[17]

Ebbene, l’integrazione alimentare con funghi medicinali è particolarmente utile perché aumenta la produzione dei batteri intestinali commensali che aumentano la produzione delle immunoglobuline di tipo A (IgA) e aumentano anche la produzione degli acidi grassi a catena corta (che a loro volta facilitano anch’essi la produzione di IgA); queste ultime, si legano ai batteri commensali e ne aumentano la moltiplicazione,[18] mentre legandosi ai batteri patogeni ne prevengono la crescita.[19]

Pertanto, i polisaccaridi dei funghi medicinali sono considerati una fonte alimentare bioattiva nutriente e benefica per promuovere la nostra salute intestinale, ma anche per prevenire e curare varie malattie, tra cui la disbiosi e le patologie infettive intestinali, le malattie infiammatorie intestinali (IBD), la sindrome infiammatoria cronica di basso grado, il diabete mellito di tipo 2, l’obesità e il cancro.

Per prevenire queste complicazioni patrologiche sono risultati di grande importanza i batteri produttori di acidi grassi a catena corta che, tra l’altro, sono localizzati specialmente nell’ultima parte dell’intestino: proprio dove la loro azione anti-infettiva, anti-infiammatoria e anti-cancro è particolarmente necessaria.

Utilità dei funghi medicinali nella malattia infiammatoria intestinale

La malattia infiammatoria intestinale (IBD), che comprende la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, è caratterizzata da un’infiammazione persistente nel tratto gastrointestinale[20] che si manifesta con diarrea, gonfiore, dolore addominale, sangue nelle feci e perdita di peso.

La ricerca scientifica suggerisce che queste patologie derivano da una risposta infiammatoria eccessiva da parte di un individuo geneticamente predisposto ad uno squilibrio della flora batterica intestinale. In questi soggetti riscontriamo una diminuzione dei Bifidobacterium adolescentis e dei Faecalibacterium e un aumento dei Ruminococcus gnavus.[21]

La terapia farmacologica di queste malattie infiammatorie intestinali è basata principalmente sul controllo dell’infiammazione per prevenire la progressione della malattia, ma l’uso prolungato di questi farmaci può portare ad una immunosoppressione e ad aumentare il rischio di numerose reazioni avverse, come gli squilibri elettrolitici, ulcere peptiche, cataratta e osteoporosi.[22]

Studi recenti hanno dimostrato che i polisaccaridi dei funghi medicinali possono invece migliorare la salute intestinale senza causare reazioni avverse e fornendo invece molti effetti positivi a livello intestinale:

  • regolano i batteri intestinali,
  • migliorano la permeabilità intestinale,
  • aumentano la produzione di acidi grassi a catena corta,
  • bloccano la crescita dei batteri patogeni,
  • riducono l’infiammazione intestinale.[23]

Utilità dei funghi medicinali nelle patologie metaboliche

Le malattie metaboliche, come l’obesità, le dislipidemie e il diabete mellito, comprendono una serie di condizioni che influenzano il metabolismo del corpo umano e alterano anche la popolazione batterica intestinale causando una disbiosi e cioè una diminuzione dei batteri commensali e un aumento invece dei batteri opportunistici o patogeni.[24]

Gli squilibri nell’ecosistema intestinale causano sempre una ridotta sintesi delle proteine di giunzione stretta nell’intestino, con conseguente compromissione dell’integrità intestinale, aumento della permeabilità e il passaggio di detriti batterici ed endotossine dall’intestino nel flusso sanguigno.[25]

Ciò innesca l’attivazione di alcuni processi enzimatici (le vie di segnalazione NF-κB e NLRP3), con conseguenti livelli elevati di fattori pro-infiammatori come IL-1, IL-6 e TNF-α, causando un’infiammazione cronica di basso grado in tutto il corpo,[26] ma ostacolando anche il legame dell’insulina al suo recettore cellulare con conseguente resistenza all’insulina.[27]

La disbiosi intestinale compromette anche la biosintesi delle vitamine K e B (specie acido folico), di alcuni neurotrasmettitori, degli acidi grassi a catena corta e di altri componenti bioattivi che di solito vengono prodotti dai nostri probiotici.[28]

Pertanto, gli squilibri nel microbiota intestinale contribuiscono in modo determinante all’insorgenza e all’espressione di patologie metaboliche.

In questo contesto, molti studi scientifici hanno dimostrato che i polisaccaridi dei funghi medicinali (in particolare il Ganoderma lucidum: Reishi) migliorano i disturbi metabolici, perché riducono la disbiosi, l’accumulo di grasso addominale e l’infiammazione.[29]

Infatti, i polisaccaridi del Ganoderma lucidum hanno fornito i seguenti effetti anti-diabetici:[30]

  • riducono i livelli plasmatici di glucosio e insulina e riequilibrano la sintesi dell’insulina;
  • proteggono le cellule insulari pancreatiche;
  • stimolano la sintesi e l’immagazzinamento del glicogeno epatico;
  • migliorano l’attività degli enzimi antiossidanti;
  • aumentano la sensibilità all’insulina;
  • riequilibrano gli squilibri del microbiota intestinale aumentando la presenza di Lactobacillus e Bacteroides e riducendo quella dei patogeni Corynebacterium e Proteus.[31]

Il genere Pleurotus è un fungo che comprende diverse specie che producono la lovastatina, cioè una sostanza ipocolesterolemizzante (capostipite delle statine) che aumenta le lipoproteine ad alta densità (HDL), mentre riduce il colesterolo totale, le lipoproteine LDL e VLDL, l’assorbimento del colesterolo intestinale e l’attività dell’enzima che sintetizza il colesterolo a livello epatico: la β-idrossi-β-metilglutaril-CoA (HMG-CoA) reduttasi.[32]

Utilità dei funghi medicinali nella prevenzione nel co-trattamento delle patologie oncologiche

L’alterazione della nostra flora batterica intestinale commensale è ritenuta responsabile di più del 20% dei casi di cancro.[33] Infatti, sappiamo che se il nostro microbiota intestinale è sano secerne molecole che impediscono la crescita tumorale. Se invece c’è una disbiosi, alcuni batteri patogeni possono secernere tossine che causano infiammazioni e cancro, come ad esempio:[34]

  • la proteina CagA dell’Helicobacter pylori,
  • l’adesina A (FadA) del Fusobacterium nucleatum,
  • la tossina metalloproteinasi (tossina MP) del Bacteroides fragilis.

Uno studio del 2020 ha dimostrato che i soggetti affetti da cancro polmonare hanno una disbiosi intestinale con aumento dei batteri patogeni e una diminuzione di alcuni batteri probiotici.[35]

Gli studi scientifici hanno confermato che i polisaccaridi dei funghi medicinali sono capaci di prevenire e di aiutare a curare il cancro,[36] perché causano la proliferazione di batteri intestinali benefici che riducono i batteri patogeni e quindi anche la quantità di tossine liberate da questi ultimi e di conseguenza riducono l’infiammazione intestinale e il rischio di cancro.

I polisaccaridi dei funghi medicinali, inoltre, migliorano l’attività del sistema immunitario e ciò può portare all’inibizione della crescita delle cellule tumorali.[37]

I polisaccaridi del Ganoderma lucidum (Reishi), ad esempio, si sono rivelati efficaci nell’alleviare i sintomi del cancro del colon-retto, ma anche a prevenire e curare il cancro modulando dinamicamente il microbiota intestinale e le risposte immunitarie dell’ospite.[38-40]

Alcune considerazioni personali

Il ruolo e gli evidenti benefici dei funghi e dei loro polisaccaridi, oltre ad essere usati da millenni dall’Arte Medica, ultimamente hanno anche avuto innumerevoli conferme dagli studi scientifici.

Però, nonostante non ci siano dubbi sui numerosi benefici apportati dai funghi medicinali, siamo ancora molto lontani dalla validazione clinica di questi importanti serbatoi di nutrienti. Nonostante tutti i dati noti sulle potenzialità dei funghi, il loro consumo a scopo medicinale è ancora ristretto ad un piccolissimo numero di medici.

C’è sicuramente bisogno di sensibilizzare la Comunità medica e non medica sul fatto che i funghi medicinali devono essere:

  • coltivati in ambienti esenti da inquinanti,
  • controllati nella loro purezza chimico-fisica,
  • prescritti da medici competenti,
  • consumati per lunghi periodi di tempo …

al fine di sfruttare al massimo il potenziale preventivo e curativo di questa preziosa risorsa naturale.

Tutto questo è qualcosa che questo mio articolo vorrebbe promuovere.

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