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Alcune riflessioni sull’influenza, sul vaccino e sulla loro mortalità

A causa delle recenti morti avvenute poco dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale, si è cercato di giustificare questa vaccinazione di massa affermando che è accettabile qualche caso mortale in cambio delle morti che si evitano grazie al vaccino.

Si dice che nel nostro Paese ogni anno muoiono circa 8.000 persone a causa dell’influenza. Così ha scritto l’AIFA,[1] è stato riportato in molti siti internet e lo ha comunicato anche il Presidente della Società Italiana di Medicina Generale: ”Ricordiamoci che solo lo scorso anno per complicanze legate alla patologia influenzale sono morte in Italia più di 8.000 persone e in Europa oltre 40.000“.[2]

Se queste cifre fossero vere, dovremmo accettare il concetto che noi italiani siamo proprio deboli a livello immunitario e (anche qui) un po’ sfortunati. Infatti, in Europa ci sono 742,5 milioni di persone (dati del 2013) e in Italia 59,8 milioni (sempre dati del 2013), quindi rappresentiamo l’8% della popolazione europea e forniremmo il 20% dei decessi da virus influenzale (le 8.000 morti italiane sarebbero il 20% delle 40.000 morti europee)!

Ma le cose non stanno così

Dal sito Flu News,[3] che è nato dalla collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, la Fondazione ISI di Torino, la Regione Piemonte e il Ministero della Salute e che integra i risultati di differenti sistemi di sorveglianza delle sindromi influenzali, possiamo rilevare i seguenti dati relativi all’inverno 2013-2014:

- Dall’inizio della sorveglianza, in Italia sono stati segnalati 93 casi gravi e severi di influenza confermata, 16 dei quali sono deceduti (cfr. Tab. 1).

- L’80% dei casi gravi e l’87% dei decessi presentava almeno una patologia cronica e condizioni di rischio preesistenti.

- L’incidenza totale delle sindromi influenzali si attesta a circa 0,5 casi per 1.000 partecipanti.

- Solo il 5% dei casi di sindrome influenzale ha dichiarato di essere stato assente da scuola o dal posto di lavoro per più di un giorno.

- I dati riportati dal sistema di sorveglianza provengono da solo 13 Regioni e Province Autonome [è questo il nostro Sistema Nazionale di Sorveglianza?: n.d.a.].

Tab. 1

Regione Casi gravi Decessi
Piemonte 7 0
Lombardia 6 2
P.A. Bolzano 6 1
P.A. Trento 20 5
Veneto 10 3
Liguria 3 0
Emilia-Romagna 16 3
Toscana 1 0
Lazio 3 0
Campania 0 1
Puglia 4 0
Calabria 0 1
Sicilia 1 0
Totale 77 16

Mortalità da virus influenzale

L’epidemiologo Tom Jefferson, della Cochrane Collaboration, intervistato da Spiegel online International ha commentato:[4] “Nel caso degli anziani che muoiono di polmonite durante una sindrome influenzale, nessuno è mai andato a controllare se questi soggetti sono morti veramente di influenza o di qualche altro virus. Si ritiene che solo il 7% delle sindromi influenzali sia veramente causato dal virus dell’influenza!”.

Pertanto, se è vero che solo il 7% delle sindromi influenzali è causato dal virus influenzale vero e proprio, significa che solo il 7% delle morti attribuite alla sindrome influenzale è collegato a questo virus.

Anche se l’influenza colpisce prevalentemente i giovani, la mortalità invece riguarda prevalentemente gli anziani (l’84% dei decessi riguarda soggetti anziani con età pari o superiore a 65 anni) oppure i “pazienti ad alto rischio”, perché portatori di patologie croniche preesistenti.

Che differenza c’è tra sindrome influenzale e malattia influenzale?

Per definire correttamente un’influenza bisogna distinguere fin da subito la malattia influenzale dalla sindrome influenzale.

La malattia influenzale è una malattia respiratoria acuta ad eziologia virale specifica (nel senso che è ben identificabile un preciso virus eziologico: il virus influenzale) che si presenta abitualmente come epidemia invernale e si manifesta in genere con febbre, raffreddore, tosse, cefalea e malessere generale.

Anche la sindrome influenzale è una malattia respiratoria acuta ad eziologia virale che si presenta abitualmente come epidemia invernale e si manifesta allo stesso modo della malattia influenzale, però si differenzia da quest’ultima per essere causata NON da un virus specifico ma da alcune centinaia di altri tipi e sottotipi di patogeni respiratori virali (per esempio tutti i tipi di virus che appartengono alle famiglie dei Paramixovirus, Pneumovirus, Rhinovirus, Echovirus e molti altri tipi meno comuni). È palese che virus diversi da quello dell’influenza NON potranno mai rispondere ad un eventuale vaccino antinfluenzale, perché è ovvio che questo induce una risposta anticorpale che è sempre rigidamente specifica nei confronti dell’antigene utilizzato.

Pertanto, il termine “influenza” è usato in modo appropriato solo quando si riferisce alla malattia influenzale, cioè a quella patologia causata solo da un preciso virus: il virus influenzale.

La conferma di queste affermazioni ci viene anche da uno studio statunitense che ha analizzato i singoli virus che causano le infezioni respiratorie (Tab. 2).[5]

Tab. 2

Germe Soggetti sani Soggetti con infezione respiratoria
Rhinovirus 35% 34%
Virus influenzale 30% 9%
Virus parainfluenzale 12% 4%
Virus respiratorio sinciziale 11% 4%
Adenovirus 8% 2%
Coronavirus - 8%
Altri virus 4% 14%
Batteri - 23%
Sconosciuto - 2%
Totale 100% 100%

È evidente che il virus dell’influenza è stato isolato nel 30% dei soggetti sani e asintomatici, mentre nel corso di una sintomatologia da sindrome influenzale questo virus è stato isolato solo nel 9% dei malati totali (bambini e adulti). Pertanto, secondo i dati espressi da questo studio, solo il 9% delle patologie che si esprimono con la sintomatologia influenzale è causata dal vero virus influenzale e quindi solo questo ristretto numero di casi sarebbe teoricamente prevenibile dalla vaccinazione antinfluenzale.

Alcune considerazioni

I dati italiani disponibili sono sovrapponibili a quelli americani: solo il 12,27% dei casi di sindrome influenzale (in soggetti adulti) è causato dal virus dell’influenza e nei bambini la percentuale è addirittura nettamente inferiore (circa il 8%).[6] In conclusione:

- su 100 persone che si ammalano di sintomi influenzali, solo in 9 di esse la sintomatologia è causata dal virus dell’influenza;

- se tutte e 100 queste persone venissero vaccinate, solo 3-6 eviterebbero l’influenza (perché il vaccino è efficace solo nel 40-60% dei soggetti che si ammalano a causa del virus influenzale);

- i soggetti che non hanno benefici dalla vaccinazione (94-97%), sarebbero comunque a rischio dei non pochi e non irrilevanti effetti indesiderati del vaccino;[7]

- il virus dell’influenza colpisce generalmente soggetti immunologicamente deboli e malati, mentre il vaccino può danneggiare persone apparentemente in buona salute (ce lo dimostra anche la cronaca di questi giorni con le numerose morti post-vaccinali in persone che erano in apparente buona salute);

- l’AIFA ha comunicato che “l’esito delle prime analisi effettuate sui vaccini antinfluenzali FLUAD … è stato completamente negativo. I risultati dei test hanno confermato la sicurezza di questo vaccino antinfluenzale, escludendo la presenza di endotossine”;[8]

- il Dr. Serravalle, presidente di ASSIS (Associazione di Studi e Informazione sulla Salute), ha scritto: “L’apprendere che non sono state trovate tossine anomale nelle fiale incriminate esclude una sola tra le cause che possono avere determinato i decessi. Si tratta della causa più facile e più semplice da verificare, ma non della più probabile. Tanto è vero che le morti ci sono state, e che tutte e 13 si siano verificate dopo l’inoculazione del vaccino per pura coincidenza è difficile crederlo. Ciò che va indagato è infatti il rapporto esistente tra stimolazione artificiale del sistema immunitario e possibili eventi avversi”;[9]

- tra gli effetti riportati nella scheda tecnica del FLUAD ci sono anche reazioni molto gravi e potenzialmente mortali: “… shock, vasculite, encefalomielite, trombocitopenia, ecc.”.[10]

- Tom Jefferson sul British Medical Journal scrive: “Nei bambini sotto i 2 anni l’efficacia del vaccino antinfluenzale è uguale a quella del placebo e nelle persone sane sotto i 65 anni la vaccinazione non ha effetti sui giorni di degenza, sull’assenza dal lavoro o sulla morte per influenza e sue complicazioni. Le review non hanno trovato evidenza di effetto sui pazienti con asma o fibrosi cistica”.[11]

Conclusioni personali

Da quanto detto possiamo sintetizzare le seguenti conclusioni:
- Purtroppo ancora oggi confondiamo la malattia influenzale causata dal vero virus dell’influenza (prevenibile dal vaccino antiinfluenzale nel 40-60% dei casi), dalla sindrome influenzale che è invece causata da molti altri virus che però, pur causando gli stessi sintomi del virus influenzale, non hanno gli stessi antigeni e quindi non rispondono assolutamente alla vaccinazione.

- L’influenza non è una patologia pericolosa e solo raramente (la letteratura accreditata parla dello 0,03% dei casi) si complica con patologie gravi e pericolose per la vita.

- L’influenza ci colpisce quando siamo deboli, stanchi, stressati o comunque immunologicamente malati, come avviene ad esempio per i pazienti anziani affetti da patologie croniche. Questi sono proprio quelli per i quali si consiglia il vaccino, ma sono anche coloro che più facilmente vanno incontro a danni da vaccino antinfluenzale.

- Nel nostro Paese, le morti annuali per le complicanze dell’influenza non sono 8.000, ma forse neppure il 7-9% di questa cifra; molto probabilmente non sono neppure 16 all’anno, ma sicuramente qualche decina di più. D’altra parte, a causa dell’inefficienza del nostro Sistema di Sorveglianza delle patologie e di Farmacovigilanza, non sappiamo neppure quante siano le morti causate dal vaccino antinfluenzale. Si presume che anche queste siano molte decine all’anno, ma nessuno le conta e nella stragrande maggioranza dei casi nessuno neppure le associa al vaccino. Infatti, si ritiene che la notifica dei danni da vaccini sia almeno cento volte inferiore alla realtà. La prova è sotto gli occhi di tutti: se anche le morti avvenute 1-2 giorni dopo la vaccinazione antinfluenzale in persone che prima facevano la loro vita normalmente non vengono riconosciute come causate dalla vaccinazione dalle Commissioni Europee e Nazionali, come potrebbero essere accettate morti che avvengono alcuni giorni o settimane dopo come è scientificamente dimostrato e accettato?[12]

- Queste morti riguardano essenzialmente persone anziane, immunologicamente deboli e malate per le quali, più che il vaccino, ci vorrebbe una terapia personalizzata che stimoli e rinforzi il loro sistema immunitario; una terapia che oggi, con le conoscenze che abbiamo, è certamente fattibile, ma richiede tempo, pazienza, conoscenza, assenza di pregiudizi e la capacità di utilizzare anche medicamenti non farmacologici come i nutraceutici.

- La prevenzione dell’influenza richiede anche che si cerchi di assumere pochi farmaci e che si cerchi invece di eliminare le cause prime delle nostre patologie o debolezze, cause che non vengono mai toccate dalla terapia farmacologica, perché l’effetto finale di questa è sempre di tipo sintomatico-palliativo e non eziologico.

- La prevenzione dell’influenza richiede infine che si imposti una corretta igiene di vita: un’igiene prima di tutto alimentare, ma anche basata su un adeguato riposo notturno, sul movimento fisico e su un cammino di autocontrollo per cercare di ridurre tutte le occasioni di stress quotidiano che in realtà ognuno di noi in parte potrebbe evitare, se ci mettesse un po’ di buona volontà.

- Il vaccino antinfluenzale, come tutti gli altri vaccini, non è certamente esente da rischi e in questi giorni sicuramente almeno più di 20 nostri connazionali lo hanno tragicamente sperimentato di persona. Non ci sono stati spiegati i motivi per cui queste persone sono morte e quindi non possiamo neppure pensare ad una prevenzione per i futuri vaccinandi, ma oltre a fattori immunitari, flogistici e cardiovascolari, non dobbiamo dimenticare che il vaccino Fluad della Novartis contiene l’adiuvante MF59, cioè lo squalene, che gli USA non hanno inserito nei loro vaccini e che ha fatto molto parlare di sé sia per i danni vaccinali che hanno colpito i militari americani vaccinati per la Guerra del Golfo, sia per altri studi che ne ipotizzano la pericolosità inducendo un danno immuno-mediato che negli organismi predisposti si può manifestare anche in pochi giorni.[13]

Nonostante tutto questo, comunque, il messaggio fortemente tranquillizzante che ci giunge da coloro che sono pagati con le nostre tasse per dirci come ci dobbiamo proteggere dalle malattie è sempre lo stesso: ogni inverno, anche contro l’evidenza degli eventi mortali da vaccino antinfluenzale, ci viene detto che questa vaccinazione è sicura ed efficace e pertanto va incentivata, incrementata, adeguatamente finanziata e ovviamente continuata!

 

 Note:


[5] Monto A. S. Epidemiology of viral respiratory infections. Am. J. Med. 112 (suppl. 6A): 45; 2002.
[6] Bollettino di Informazione sui Farmaci 5-6; 2003.
[7] Gava R. La Sindrome Influenzale in bambini e adulti. Salus Infirmorum, Padova, 2012.
[12] World Health Organization. Causality assessment of adverse events following immunization. Weekly Epidemiological Record 2001; 76: 85-92; n. 12.
[13] Bhakdi S, Lackner K, Doerr HW. Possible hidden hazards of mass vaccination against new influenza A/H1N1: have the cardiovascular risks been adequately weighed? Med Microbiol Immunol. 2009 Nov;198(4):205-9.