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Prevenzione delle patologie pediatriche: permettiamo al sistema immunitario del neonato di maturare

È scientificamente acquisito che la suscettibilità alle infezioni è massima nella prima infanzia a causa di una immaturità del sistema immunitario innato e adattativo del bambino.

L’immunità innata e quella adattativa rappresentano le due modalità di difesa immunitaria dell’uomo e sono caratterizzate da un insieme di meccanismi biochimici di difesa cellulare volti a prevenire, a combattere e a distruggere gli agenti patogeni.

L’immunità innata è più attiva nel neonato, ha una scarsa specificità, è caratterizzata da un insieme di meccanismi biochimici di difesa cellulare volti a prevenire, a combattere e a distruggere gli agenti infettivi e agisce utilizzando essenzialmente le barriere anatomiche, ma anche le proteine del sistema che controlla l’infiammazione, il sistema dei macrofagi, le cellule NK e le citochine.

L’immunità adattativa è una risposta immunitaria caratterizzata dal suo adattamento a ciascuna infezione, è totalmente immatura nel neonato, è generalmente più efficace e comunque più specifica dell’immunità innata, seppure impieghi più tempo di quest’ultima per agire, e si divide in immunità umorale (basata sulla produzione di anticorpi) e immunità cellulo-mediata (basata sulla produzione di cellule capaci di distruggere le cellule infettate o anomale).

La scarsa capacità protettiva dei neonati verso le infezioni viene attribuita ad una ridotta produzione di citochine di tipo Th1, specie di interferone gamma (IFN-γ). Infatti, se in un adulto un buon bilanciamento della risposta immunitaria Th1 e Th2 e della loro conseguente produzione di citochine è espressione di buona salute immunitaria, in un bambino che si trova nel periodo pre-natale o immediatamente post-natale questo equilibrio manca, perché la funzione dei linfociti Th (o T helper) è sbilanciata con maggior risposta immunitaria di tipo Th2 e si giunge all’equilibrio Th1/Th2 solo verso i 5-6 anni d’età.

Per raggiungere questo equilibrio è di estrema importanza l’esposizione alle infezioni infantili, perché è in questo modo che il sistema immunitario infantile si fortifica e matura proteggendo l’individuo contro lo sviluppo di future patologie infettive e allergiche.

Pertanto, se il nostro obiettivo non è quello di evitare una patologia infettiva (per esempio il morbillo o l’influenza), ma di fortificare il sistema immunitario del bambino e aumentare le sue difese contro TUTTI i germi presenti e futuri, dovremmo riflettere molto prima di intraprendere la via delle vaccinazioni pediatriche di massa, perché in questo modo riduciamo nel bambino le occasioni di fortificare la sua immunità aspecifica, cioè quella capace di proteggerlo in modo generalizzato (mentre i vaccini forniscono una immunità specifica dato che lo proteggono solo verso il singolo germe nei confronti del quale è stato inoculato il vaccino).

Ovviamente ci vuole ponderazione in questa scelta a favore o a sfavore delle vaccinazioni pediatriche e la decisione finale può essere presa correttamente solo dopo aver adeguatamente studiato la storia personale, familiare, fisiologica e patologica del neonato, unitamente alle informazioni sull’igiene di vita della famiglia e a quelle di tossicologia ambientale.

Se invece tutto questo non viene fatto e si instaura uno squilibrio cronico della bilancia immunitaria Th1/Th2, assisteremo in quel bambino ad uno sviluppo futuro delle patologie allergiche (come dermatiti, riniti e asma) in caso di una persistente prevalenza della risposta immunitaria Th2, oppure ad uno sviluppo futuro delle patologie autoimmuni (come diabete di tipo 1, tiroiditi, malattie demielinizzanti, artriti, ecc.) in caso di una persistente prevalenza della risposta immunitaria Th1.

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Comunque, non va neppure dimenticato che la produzione di citochine da parte dei neonati è in genere molto eterogenea, perché dipende da moltissimi fattori tra i quali pesano in modo particolare l’igiene alimentare, l’inquinamento ambientale, lo stress familiare nel senso più ampio del termine e i trattamenti farmacologici.

Oltre a questi, sono molteplici, variabili qualitativamente e quantitativamente e non sempre prevedibili molti altri fattori sia equilibranti che squilibranti che influenzano il sistema immunitario e globalmente tutto l’organismo di ogni singolo bambino e solo un’analisi medica approfondita e personalizzata li può individuare.

In conclusione, prima di somministrare ad un neonato una qualsiasi terapia potenzialmente o sicuramente immunosquilibrante (antibiotici, cortisonici o anche i vaccini pediatrici), si dovrebbero valutare attentamente le condizioni del ricevente per decidere se è nella condizione di sopportare adeguatamente o meno il trattamento.

Importanza dell’ambiente per la maturazione del sistema immunitario infantile

L’inquinamento ambientale, l’uso eccessivo dei farmaci, lo stress familiare, lavorativo e sociale, la cattiva alimentazione e più in generale una scorretta igiene di vita minacciano tutti, ma i particolare i bambini.

L’organismo di un soggetto adulto ha iniziato ad essere squilibrato da queste sostanze patogene dopo che era già ben strutturato, mentre i bambini vengono squilibrati fin da subito, anzi da prima ancora di nascere, perché l’ambiente intossica e altera i loro genitori.

Pertanto è doveroso chiedersi: cosa sarà delle nuove generazioni tra 15-20 anni?

La vita dovrebbe iniziare con uno scambio di puro amore e dovrebbe continuare sempre e solo così. Purtroppo, la realtà ci insegna che l’amore incontra molti ostacoli e che non è sempre facile donarlo e riceverlo come si vorrebbe. Spesso è l’ignoranza che ci fa sbagliare, ma ci sono tante altre cause che vanno analizzate e conosciute.

Un bambino viene squilibrato prima ancora di nascere, perché durante la gravidanza la madre passa al figlio molte debolezze e alterazioni. Infatti, in base alle conoscenze attuali, tra le cause, concause o fattori predisponenti che possono agire in entrambi i genitori prima del concepimento o nella madre e nel bambino durante la gravidanza, durante il parto o nei mesi subito successivi e che possono causare un danno di diversa gravità e durata nel figlio ricordiamo essenzialmente:

  • alterazioni genetiche di uno o entrambi i genitori;
  • intenso stress fisico e/o psichico dei genitori a causa di fattori personali, familiari, lavorativi, sociali (epigenetica comportamentale);
  • insufficiente o squilibrato apporto nutrizionale ai genitori;
  • assunzione di sostanze chiaramente tossiche voluttuarie (droghe, fumo, alcolici, caffè in alte dosi) o involontarie (ambientali, lavorative, alimentari, accidentali, ecc.) da parte dei genitori;
  • atteggiamento interiore, modo di pensare ed “energia vitale” dei genitori nel momento del concepimento;
  • manipolazione dei gameti e tecniche di fecondazione artificiale;
  • tipo di parto e tipo di medicalizzazione dello stesso e del periodo perinatale;
  • importanti e prolungate scorrettezze nelle comuni norme di igiene nella madre durante la gravidanza o nel neonato;
  • mancanza dell’allattamento materno;
  • infezioni importanti, specie se prolungate e di tipo virale, sia nella madre che nel bambino;
  • assunzione di farmaci (ormoni, antibiotici, psicofarmaci, vaccini, ecc.), specie se ripetuta e prolungata, da parte della madre e del bambino;
  • fattori squilibranti il sistema psico-neuro-endocrino-immunitario (PNEI) o parte di esso;
  • patologie croniche materne o neonatali: autoimmunitarie, ipotiroidee, dismetaboliche, cardio-polmonari, epato-renali, psichiatriche, ecc.;
  • influssi intensi e ripetuti di radiazioni ionizzanti o campi elettromagnetici;
  • importanti traumi o interventi chirurgici nei genitori durante il pre-concepimento, nella madre durante la gravidanza o il parto oppure nel bambino prima del parto o dopo la nascita;
  • scarsa capacità antiossidante (in genere geneticamente determinata o dall’azione intensa e/o prolungata causata di uno o più fattori di questo stesso elenco) da parte del feto o del bambino.

Oltre ai dati scientifici, anche il buon senso ci insegna che ogni uomo va rispettato, ma in modo particolare va rispettato nella sua debolezza, sia patologica che fisiologica, come quella embrionale, fetale, perinatale, neonatale e comunque infantile in generale. In tutte queste delicatissime tappe dello sviluppo, o per lo meno finché il sistema immunitario non raggiungerà una certa maturità, è necessario porre molta attenzione affinché il prezioso equilibrio che l’organismo sta cercando gradualmente di raggiungere venga preservato da ogni squilibrio non necessario o comunque rinviabile, ma se per caso un intervento preventivo o terapeutico si impone obbligatoriamente, questo deve essere sempre, necessariamente e rigidamente personalizzato.

 

Questo e altri argomenti sono trattati in modo approfondito nel mio libro “Bambini Sani Oggi. Consigli su come proteggere tuo figlio dal concepimento all’adolescenza”