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Perché abbiamo bisogno della vitamina C?

La vitamina C (nota anche come acido ascorbico oppure come ascorbato, intendendo in quest’ultimo caso il sale che si costituisce nell’organismo tra acido ascorbico e un minerale come sodio, potassio, calcio, ecc.) è una delle vitamine più importanti del nostro organismo essenzialmente per due motivi:

  • entra come attivatrice di tantissime reazioni enzimatiche indispensabili per la difesa e il mantenimento della vita;
  • è una vitamina che il nostro organismo non può sintetizzare e che neppure tiene in deposito in quantità sufficienti per garantire rifornimenti cellulari prolungati (come invece fa con le vitamine liposolubili A, D, E).

A tale proposito va detto che l’homo sapiens, le cavie, le scimmie, alcuni pipistrelli, alcuni pesci e molti uccelli non producono la vitamina C, mentre il resto del regno animale e il regno vegetale sono capaci di sintetizzarla a partire dal glucosio.

Si suppone che una volta l’uomo producesse la vitamina C nel proprio fegato impiegando nel processo 4 enzimi che convertono gli zuccheri in acido ascorbico. Oggi però abbiamo solo 3 di quei 4 enzimi e si pensa che la perdita di uno di essi sia stata causata da una mutazione che ha disattivato il gene dell’enzima gulonolactone-ossidasi (GULO). [1],[2]

A causa di questo “errore metabolico congenito“, l’uomo deve acquisire vitamina C da fonti alimentari.

Quello che è interessante sapere è che i mammiferi che sintetizzano la propria vitamina C possono vivere 8-10 volte oltre l’età della loro maturità fisica, mentre quelli (come noi) che non hanno questa capacità e che devono assumere la vitamina C con il cibo, raggiungono a fatica le 3-4 volte. Si pensa quindi che se si potesse re-installare l’enzima mancante, la nostra vita potrebbe durare qualche centinaio d’anni. Ci si chiede, infatti, se le famose età dei nostri progenitori biblici non fossero motivate dalla presenza dell’enzima che è andato gradualmente piano piano riducendosi e poi scomparendo.

Se questo dato fosse confermato, potrebbe essere razionale assumere dosi giornaliere adeguate di vitamina C, sia per sopperire le carenze che al giorno d’oggi sono generalizzate, sia per contrastare la produzione dei radicali liberi che creano uno stress ossidativo patogeno e, come conseguenza di questo, per riuscire presumibilmente ad allungare la nostra vita.

Quindi, o noi assumiamo la vitamina C dall’esterno in dosi adeguate con frutta e verdura (principali fonti di approvvigionamento) o ne restiamo sprovvisti e ci ammaliamo lentamente ma gravemente fino a morire (era la fine che facevano i marinai dei secoli passati che stavano in mare molti mesi senza mangiare frutta e verdura).

Bibliografia

[1] R. M. L. Colunga Biancatelli, M. Berrill, and P. E. Marik, “The antiviral properties of vitamin C,” Expert Review of Anti-Infective Therapy, vol. 18, no. 2. Taylor and Francis Ltd, pp. 99–101, Feb. 01, 2020, doi: 10.1080/14787210.2020.1706483.
[2] N. Maeda, H. Hagihara, Y. Nakata, S. Hiller, J. Wilder, and R. Reddick, “Aortic wall damage in mice unable to synthesize ascorbic acid,” Proc. Natl. Acad. Sci. U. S. A., vol. 97, no. 2, pp. 841–846, Jan. 2000, doi: 10.1073/pnas.97.2.841.

 

Questo e altri argomenti sono trattati in modo approfondito nel mio libro “L’importanza della Vitamina C“.