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Come aumentare le difese di un bambino immunologicamente debole?

Come posso aumentare le difese immunitarie di mio figlio?“. Questa è forse una delle domande che più frequentemente mi viene posta dai genitori dei bambini che incontro in ambulatorio.

Ad esempio, pochi giorni fa ho ricevuto questa email:

Egr. Dott. Gava,
sono la mamma di una bambina di 1 anno. Ho letto il suo libro sulle vaccinazioni pediatriche e non ho fatto vaccinare la bambina. Mi trovo però ora in difficoltà.
Mi chiedo se non sia necessario fare comunque qualcosa per rendere minimo il rischio di contrarre malattie. Vorrei domani poter rendere conto a mia figlia della mia scelta di non vaccinarla con delle forti motivazioni e avendo magari preso delle misure alternative.
Inoltre, presto dovrò inserirla nell’asilo nido e il regolamento prevede che i bambini siano in regola con le vaccinazioni all’atto dell’iscrizione.
Tra pochi giorni mi è stato fissato l’ultimo appuntamento per le vaccinazioni prima che il Dipartimento di Prevenzione mi sanzioni.
Ho sentito dire che in Germania vengono utilizzati dei vaccini omeopatici che vengono proposti come validi. Non so quale valore ‘morale’ o legale abbiano.
Le chiedo cortesemente di rispondermi … per rassicurarmi rispetto a questi problemi.
Ringraziando, porgo distinti saluti e auguri per l’anno appena iniziato.
P. G.

COMMENTO DEL DR. ROBERTO GAVA:

Prima di dare una risposta, è bene fare una premessa.

Premessa

Dato che le vaccinazioni di massa non possono essere personalizzate, anche se non frequentemente, possono causare gravi danni ai soggetti immunologicamente deboli e dato che forniscono solo una immunità temporanea e specifica proteggendo, se va bene, solo verso alcuni tipi di germi, già da vari anni vado affermando (nei miei libri sulle vaccinazioni o nelle relazioni ai convegni) che invece di praticare queste vaccinazioni di massa è molto più logico, utile, sicuro ed economico agire potenziando l’immunità aspecifica del bambino che lo proteggerà non verso alcuni tipi di germi, ma verso tutti i germi (ovviamente non in modo assoluto).

Infatti, se noi potenziamo il sistema immunitario, agiamo nel modo più ovvio e razionale e sicuramente non facciamo danni. Inoltre, dato che, specie nel bambino, il sistema immunitario è intensamente collegato a tutti gli altri organi e apparati, il suo miglioramento si ripercuoterà positivamente sul sistema nervoso, sull’apparato digestivo, sullo sviluppo corporeo in generale e poi anche sul futuro sviluppo ormonale (il sistema immunitario è un punto focale della PNEI: la famosa PsicoNeuroEndocrinoImmunologia).

Qual è però la vera grande difficoltà di tale intervento?

C’è una sola grande difficoltà: per poter ottenere un vero e duraturo effetto immunostimolante è necessario che la terapia venga strettamente personalizzata. Per raggiungere quest’ultimo obiettivo bisogna:
- conoscere la storia biopatografica del bambino;
- visitare il bambino;
- capire qual è il suo principale punto debole;
- capire per quale motivo il sistema immunitario si è indebolito.

Come sempre in Medicina, prima di tutto bisogna porre una diagnosi precisa. Infatti, le cause di debolezza immunitaria sono molte: problemi durante la gravidanza o il parto, alterazioni genetiche, cattiva alimentazione, uso eccessivo di farmaci (specie immunosoppressori), cattiva igiene di vita, stress familiari (genitori divisi, litigi, incomprensioni, ecc.), danni da vaccini (anche non evidenti), patologie pregresse non superate correttamente e molte altre cause meno frequenti.

Pertanto, non è certamente possibile dare un consiglio telefonico o per email e chi lo fa non potrà certamente impostare una terapia personalizzata e quindi, se la terapia non è personalizzata, l’effetto finale sul sistema immunitario sarà debole e di breve durata.

Ma quali sono i punti principali su cui basare una terapia pediatrica immunostimolante?

Sinteticamente, direi che questa terapia deve essere basata almeno sui seguenti punti essenziali:
- deve essere sempre personalizzata;
- deve eliminare i fattori disturbanti o indebolenti il sistema immunitario;
- deve ristabilire o comunque garantire una buona igiene di vita considerando in particolare un riposo tranquillo e adeguatamente prolungato, una alimentazione corretta, un adeguato introito di liquidi, un’adeguata vita all’aria aperta e, in base all’età, un’attività sportiva che non sia fonte di eccessivo stress;
- deve cercare di promuovere un clima familiare sereno dove il bambino si senta capito, protetto ed essenzialmente amato;
- deve mirare a sostituire i farmaci con medicamenti naturali (ove possibile) e in particolare con un trattamento medico personalizzato in base a tutte le caratteristiche del soggetto e non scelto solo in base ai sintomi patologici evidenti;
- deve essere controllata nel tempo, sia per verificarne l’efficacia che per valutare se deve essere modificata in base ai fisiologici cambiamenti a cui va incontro un bambino in crescita.

Concretamente, quali sono le più importanti sostanze immunostimolanti?

La mia esperienza clinica trentennale mi ha insegnato che oggi i bambini hanno più che mai bisogno non tanto e/o non solo di sostanze immunostimolanti, ma di tutte quelle sostanze che servono al loro organismo per una normale e adeguata crescita. In pratica, quello che veramente serve è un’alimentazione completa con un corretto equilibrio dei nutrienti, specie quelli essenziali.

In ogni caso, i nutrienti più importanti e verso i quali è necessario usare un occhio di riguardo quando si evidenziano disturbi immunitari sono i seguenti:
- probiotici e prebiotici intestinali;
- vitamine A, D, E e C;
- sali di magnesio, zinco, rame, potassio, manganese, ferro;
- acidi grassi polinsaturi omega 3;
- antiossidanti (glutatione, acido alfa-lipoico, melatonina, alcuni polifenoli);
- aminoacidi (glutamina, cisteina, arginina, metionina, fenilalanina, istidina, triptofano).

Non è necessario somministrare tutte queste sostanze, ma è necessario assicurarsi che l’alimentazione ne sia provvista. Quasi sempre, nei bambini immunologicamente deboli questo obiettivo viene raggiunto più facilmente (e in alcuni casi obbligatoriamente) sospendendo il latte vaccino e i suoi derivati e, nei bambini particolarmente deboli, anche riducendo (ma non sospendendo) i cereali contenenti glutine (frumento, segale, orzo, avena).

Infine, non vanno scordati alcuni trattamenti naturali integrativi mirati ad aiutare le funzioni epatiche, a causa dell’inquinamento ubiquitario (specie in bambini che presentano i segni clinici di una anche lieve disfunzione epatica).