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Danni da vaccino: esistono o sono solo eccezionali casi aneddotici?

Mi scrive in questi giorni un medico dal Veneto:

“Gentile Dr. Gava, sono un medico pensionato e una delle mie figlie ha scelto di non vaccinare il suo primo nato che ora ha 3 mesi. Mi ha dato da leggere il Suo libro sulle vaccinazioni pediatriche.

L’ho letto con interesse e la Sua competenza mi ha tranquillizzato rispetto alle prime ansie (ero un anestesista e non avevo competenze nel settore).
Tuttavia le sarei grato se lei mi indicasse dove trovare (se ne esistono) numeri precisi e quanto più esaurienti possibile:
- sulle complicazioni gravi delle diverse vaccinazioni
- sulle complicazioni gravi di malattie contratte da bambini non vaccinati.

Ho trovato qua e là – anche cercando i suoi interventi online – dati aneddotici e parziali e ne traggo l’impressione che i dati esistenti siano insufficienti a trarre conclusioni definitive.
Mi sbaglio?
Le sarò grato per ogni chiarimento lei vorrà darmi”.

Commento:

Lo scritto è sincero e si può sicuramente intuire che è un vero Medico: è onesto perché cerca la verità. La lettura del mio libro l’ha tranquillizzato, ma io sono solo una campana e tra l’altro una campana che suona fuori dal coro, quindi è comprensibile e ragionevole che potrei essere una campana stonata (i miei figli giurerebbero sulla Bibbia che sono veramente stonato!!, ma forse si riferiscono ad un altro mio canto: quello che faccio da solo in auto a finestrini ben chiusi o quando scendevo da solo da una via ferrata delle Dolomiti).

I vaccini possono fare veramente male?

Ho risposto a quel Medico più o meno con queste parole:

“Caro Collega, … Dopo 30 anni di pratica ambulatoriale, vedendo anche molti piccoli pazienti, non ho mai incontrato un bambino con danni lievi o gravi causati dal non essersi vaccinato: quindi non so rispondere a questa sua seconda domanda.

Circa la prima domanda sui danni da vaccini, devo dirle che ricevo molte lettere e testimonianze su questo argomento e seguo tuttora molti bambini che si trovano in questa condizione: alcuni sono veramente gravi. Vuole l’ultima email che ho ricevuto solo quattro giorni fa?

È di una madre disperata che mi scrive così:

“BUONGIORNO,
SONO UNA MAMMA DISPERATA CHE NECESSITA DI UN CONSULTO URGENTE PER CURARE MIO FIGLIO DI 2 ANNI REDUCE DI UN VACCINO ANTINFLUENZALE CHE GLI HA CREATO DANNI NEUROLOGICI IMPORTANTI. SOTTOPONGO ALLA SUA BONTÀ LA SALUTE DEL MIO BAMBINO, SU CONSIGLIO DI XXX. SPERO IN UNA SUA RISPOSTA E VISITA URGENTE. LA  RINGRAZIO DI CUORE.
L. M.”

Non ho ancora risposto, perché ho centinaia di lettere di questo tipo e non so come e quando rispondere o vedere questi bambini. Mi piange il cuore davanti queste situazioni, ma purtroppo il trattamento funziona solo se viene personalizzato … quindi è necessario vedere la persona, ma io cosa posso fare davanti tante richieste?

Comunque, caro Collega, entri nel sito della CONDAV (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino). Lì troverà molto materiale.

È un sito gestito principalmente da una mamma (Nadia Gatti) che ha avuto un figlio danneggiato irreversibilmente dalla vaccinazione …. ma il suo è solo un piccolo esempio.

Scriva pure a Nadia Gatti e vedrà che le risponderà!

Su questo argomento servono poco i lavori scientifici: per convincersene serve di più toccare con mano la cruda realtà.

Un caro augurio a lei per tutto il Nuovo Anno. Roberto Gava”.

Conclusione

La Medicina vuole essere una Scienza ed è giusto che si sforzi di diventarlo sempre di più. Ma è altrettanto giusto e vero che la Medicina è pure un’Arte, per la quale servono Conoscenza, Esperienza, Umiltà e molto Buon Senso.

Oggi invece si tratta la Medicina come se fosse una Scienza Esatta, come la Fisica e la Matematica …. Ma l’uomo non è un computer, non è una macchina e non è neppure un animale.

La vera Arte Medica viene imparata e completata prima di tutto stando accanto a colui che soffre: cioè ascoltando il malato o i suoi genitori e, sempre, visitandolo con cuore aperto e, come diceva Hahnemann, senza pregiudizi.

Le ricerche scientifiche sono essenziali e irrinunciabili, ma vanno sempre correlate alla pratica clinica, perché è essa la realtà oggettiva. Però il medico deve essere disposto a “perdere tempo” insieme al paziente, deve imparare ad osservarlo, a conoscerlo nella sua globalità di persona e non solo ad elencare le sue malattie o i suoi disturbi fisici.

Inoltre, un vero medico e un vero ricercatore devono imparare ad accostarsi al paziente senza pregiudizi, con lo spirito di colui che è lì per aiutare ma anche per imparare, e devono essere ben consapevoli che ogni persona è unica, diversa dalle altre e degna di essere creduta nel racconto della sua storia.
Infatti, un medico che crede di sapere ha già falsificato in partenza la sua analisi.