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Come nasce una malattia?

Se vogliamo fare una vera prevenzione primaria, cioè fare in modo di non ammalarci, dobbiamo chiederci prima di tutto in che modo il nostro organismo si squilibra. Ebbene, lo fa in modo lento, graduale, giorno per giorno …
Siamo noi che costruiamo la nostra salute o la nostra malattia.

Inoltre, noi genitori siamo responsabili (in parte) anche della salute o della malattia dei nostri figli, perché li condizioniamo con la nostra educazione, che ovviamente non è detto che sia sempre perfetta.
Non dimentichiamoci poi che le abitudini acquisite durante l’infanzia restano praticamente per sempre e sono difficili da eliminare.
Infatti, dobbiamo considerare che la malattia non è mai un evento casuale e improvviso, ma è sempre il risultato di un insieme di squilibri che, in alcuni soggetti predisposti, sfociano lentamente nella patologia.

Per comprendere meglio tale ‘meccanismo’, ovvero la genesi delle nostre malattie, proviamo ad immaginare l’organismo come se fosse un bicchiere.
Paragoniamo quindi la persona ad un bicchiere la cui capienza simboleggia la capacità di sopportazione e di compensazione di tutti gli squilibri che lo colpiscono.
Nel bicchiere cadono tanti liquidi, con gocce più o meno grandi, e questi sono gli eventi patogeni che riempiono la nostra vita e accadono a tutti.
Però, quando il bicchiere è pieno e “l’acqua trabocca” significa che l’organismo non riesce più a gestire quello che prima gestiva, non riesce a compensare quello che prima compensava e allora scoppia la patologia: quella stessa patologia che c’era anche prima, ma in modo nascosto, latente.

Pertanto, la predisposizione a quella malattia o a quello squilibrio esisteva anche prima che si manifestasse con la malattia, solo che non era evidente e forse la malattia non si sarebbe mai manifestata se l’organismo fosse rimasto in equilibrio e noi non avessimo continuato ad aggiungere liquido nel nostro bicchiere.
Cioè, se io mangio male, dormo male, non faccio attività fisica, sono sempre stressato e nervoso, aggiungo acqua nel mio bicchiere e così, giorno dopo giorno, il mio bicchiere si riempie e il mio organismo non riuscirà più a gestire, tollerare o compensare quello che prima gestiva, tollerava e compensava.

Ovviamente, le gocce che cadono nel bicchiere sono molto personali, perché per ognuno di noi eventi uguali possono avere significati diversi e quindi quello che per una persona è un evento bello, per un altro può essere insignificante o anche brutto.
Se ci limitiamo solo agli eventi psichici che in noi possono causare una malattia, possiamo dire che esistono persone che tengono in memoria ogni minimo evento negativo, mentre ci sono altre persone che non danno importanza a tante cose che le coinvolgono.
Queste ultime, quando c’è qualcosa di negativo che accade nella loro vita, reagiscono senza darci molto peso. Sono persone che dimenticano gli eventi passati e guardano al futuro con ottimismo, convinte di riuscire in qualche modo a trasformare il male in bene. Per queste persone, quindi, è come se il liquido di quell’evento che cade nel loro bicchiere evaporasse e non rimanesse al suo interno.

Come abbiamo detto, ci sono invece persone che si stressano in continuazione pensando a ciò che è accaduto loro di negativo tanto tempo prima oppure che si stressano pensando ripetutamente a ciò che potrebbe accadere in futuro e che magari mai accadrà.
La reazione a queste situazioni dipende dal carattere di ognuno di noi, è vero, ma tutto questo non è senza conseguenze future.
Se sono stressato e mi gratifico mangiando dolci … piano piano creo una patologia in me.
Se sono nervoso e litigo con tutti, piano piano mi creerò più nemici che amici e questo contribuirà ad aumentare sempre più il mio stress squilibrando il mio organismo nei suoi punti deboli … e tutti abbiamo punti deboli.
Se un ragazzo è ribelle e per reazione inizia a fumare o a bere o a non studiare, piano piano prenderà un vizio che sarà difficile abbandonare e che non sarà senza conseguenze future.

In ogni caso, quando il bicchiere è pieno il nostro organismo non riesce più a compensare gli eventi negativi e quindi il liquido trabocca e si manifesta esternamente la patologia che fino a quel momento era latente in noi.
Ecco perché dobbiamo porre attenzione a tutto quello che facciamo.
Non dimentichiamoci che qualsiasi cosa può riempire il nostro bicchiere.
Ci sono anche situazioni che accadono senza il nostro contributo e senza il nostro permesso, però pure in questo caso dipende da noi far evaporare quel liquido o lasciare che collabori a riempire il nostro bicchiere. Tutto dipende da come reagiamo.
Quindi, è una nostra facoltà lasciare che una esperienza diventi un evento patogeno o meno per la nostra persona.

Tu allora vuoi farla nascere o no questa malattia?

 

Questo e altri argomenti sono trattati in modo approfondito nel mio libro “La Medicina che vorrei. Personalizzata, Integrata e Umanizzata“.